Una rabbia composta, quella avvertita ieri ai funerali di Maria Pansini, la capotreno 61enne deceduta nell’incidente ferroviario a Corigliano-Rossano. Una chiesa gremita l’ha accolta in un ultimo grande abbraccio a Giovino, nella sua Catanzaro Lido. Una messa solenne semplice, dove il dolore era palpabile nell’aria. Lo stesso dolore, unito all’impotenza di non poter sopportare ancora vicende di questo genere, è stato riportato dal parroco Ivan Rauti, nella chiesa di Santa Teresa del Gesù, durante l’omelia.
“Qualcuno deve fare i conti con la propria coscienza e le proprie responsabilità. Se qualcuno non ha comunicato per tempo quello che è accaduto ha sulle mani il sangue della vita di Mariella e di Said“, ha affermato. “Non si parla mai di vite spezzate e dolori acuti quando si discute di morti sul lavoro. Si parla sempre di capitali. Mariella mi parlava della sua amata Valeria e della pensione. Mi parlava della tratta jonica come di una barzelletta, non dignitosa, che faceva ridere, ma che oggi fa anche piangere. Mariella è andata via in un modo assurdo quasi inspiegabile e non ci sono le parole giuste per commentare”.
Tutti hanno voluto ricordare Mariella, con le tante lettere e i messaggi che, uno dietro l’altro, si sono succeduti all’altare. Le parole più toccanti però, sono quella di Valeria Amisano, sua figlia: “mamma, la vita con te non è mai stata facile e speravo che di qui a breve ci avrebbe regalato quei momenti che ci erano mancati, ma così non sarà. Sei stata la madre migliore che potessi desiderare e vorrei che tutti sapessero che la tua vita aveva un valore inestimabile”. Mariella mancherà a tutti, anche a quel “trenino disgraziato” sul quale viaggiava e a tutti i colleghi che, per ricordare il suo viaggio in questa Terra, l’hanno salutata con rose bianche e fischiando tutti insieme.



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