Ha preso il via alle 15:30 a Piazza Cairoli a Messina il Corteo No Ponte, che già dalle prime battute si è rivelato un clamoroso flop: solo duemila partecipanti, quando le sigle aderenti erano decine e decine. Che cosa è accaduto? Probabilmente le adesioni forzate di partiti e associazioni non hanno trovato terreno fertile tra tesserati e associati, soprattutto alla luce delle tante fake news “nopontiste” smascherate nelle scorse settimane.
Intanto, la marcia contro la realizzazione del Ponte dello Stretto di Messina proseguirà fino ad arrivare a piazza Duomo. Alla manifestazione aderiscono comitati, associazioni, partiti, sindacati, oltre 70 sigle da tutta Italia. Alle adesioni collettive si sono aggiunte personalità del campo del sociale, della cultura e della politica, che verranno rese note in occasione degli interventi conclusivi a piazza Duomo. Tra questi, in prima fila, l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano e l’ex sindaco di Messina Renato Accorinti.
Alla manifestazione partecipa anche il presidente della Federazione dei Verdi Angelo Bonelli, oltre a parlamentari e dirigenti nazionali e regionali di associazioni, partiti e sindacati. In testa al corteo uno striscione con una foto dello Stretto di Messina con scritto “Lo Stretto non si tocca“. “Noi lavoriamo affinché non venga iniziata l’opera e questi mesi saranno fondamentali e siamo pronti a lanciare un’offensiva giuridico legale imponente nei confronti della società Ponte sullo stretto“, ha detto Bonelli. “Siamo pronti – ha detto ancora Bonelli – a lanciare questa imponente sfida“.
Le motivazioni dei No Ponte: cori per Hamas e parolacce al governo
Ma quali sono le motivazioni dei No Ponte? Al solito, nulla di concreto ma tanta, accecante ideologia antigovernativa. Numerose e continue, infatti, le parolacce contro il Governo, contro Salvini e contro chiunque voglia il Ponte. Ma non solo. Sono tanti anche gli striscioni inneggianti ai criminali di Hamas, in una vergognosa propaganda che nulla ha a che vedere con il Ponte sullo Stretto. Una propaganda simile a quella delle Brigate Rosse. Viene da chiedersi se PD e Movimento 5 Stelle siano contenti di questa pericolosa deriva presa da una manifestazione che doveva essere tutt’altro.
Grazie a StrettoWeb i No Ponte si vestono nel modo giusto: da cavernicoli
Tra i manifestanti c’è anche chi, grazie agli spunti di StrettoWeb, ha deciso di vestirsi nel modo giusto: da cavernicolo. Come è possibile vedere dalla foto in calce c’è chi, simpaticamente, ha deciso di vestirsi da Flintstones. Ecco, questa è stata l’unica nota simpatica di un corteo che, oltre ad aver clamorosamente fallito, si è configurato come tutt’altro rispetto a ciò che è stato raccontato: inni ad Hamas, parolacce contro il Governo, poca affluenza. Di che parliamo? Il Ponte sullo Stretto si farà. Con buona pace dei nostri cavernicoli preferiti.




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