“Quando un Partito celebra il suo congresso, ciò rappresenta un momento importante, direi aulico, poiché si struttura con regole e garanzie, organi ed incarichi, il tutto sotto l’aspetto di coerenza, appartenenza e militanza, ovviamente univoche. Ordunque, desidero fare giungere i miei più sinceri auguri -circa la sua avvenuta elezione a Segretario Regionale di Azione- all’amico On. Francesco De Nisi, confidando in lui, il quale, notoriamente ha una strutturata formazione politica, così come, parimenti, confido negli amici Segretari Provinciali di Catanzaro e Reggio, cioè Roberto Guerriero e Santo Surace, nel Tesoriere Regionale, Carmelo Versace e nel Prof. Valerio Donato, ‘padre nobile’ di suddetto Partito“. Lo si legge in una nota stampa di Vincenzo Speziali, Responsabile Regionale dell’UdC Calabria.
“Difatti, dicevo, confido in tutti loro, affinché possano porre lecito e dovuto, oltre che doveroso rimedio, ad un aspetto di non poco conto.
Di cosa trattasi? Presto detto! – prosegue Speziali – Conosco bene il Regolamento del Consiglio Regionale, eppure non trovo affatto morale e corretto, che Azione si ritrovi ad avere un Presidente Regionale, in pratica mi riferisco a Giuseppe Graziano, in quale è financo Consigliere Regionale, pur se al contempo ricopre il ‘ruolo ufficiale e formale’ di Capogruppo (con tanto di struttura da Monogruppo) del mio Partito, cioè l’UdC“.
“Si badi bene, poiché il tal Graziano, è vero che alle scorse elezioni regionali fu eletto sotto il nostro simbolo, ma è altrettanto vero, come allorquando ha liberamente -e trasformisticamente?- aderito ad Azione, la Direzione Nazionale dell’UdC, prima lo ha sospeso e poi espulso, inviando formale comunicazione, alla Presidenza e alla Segreteria Generale (in questo caso il termine generale è consono) del Consiglio Regionale stesso. In più, intendo sottolineare un aspetto di forma -la quale per me è sostanza!- circa il senso di opportunità nel persistere, da parte di costui, un’ apparente poca credibile moralità, poiché sono proprio simili atteggiamenti a rendere agio a chi parla di antipolitica“, prosegue.
“E comunque, siccome do per scontato un ‘fallo di reazione’ -tipico dei neofiti- da parte del Graziano (sarà dietro la collina?), che già in passato, in una chat da me conservata illazionava strumentalmente sulle mie vicende passate in riva allo Stretto per l’inchiesta Breakfast -vicenda surreale che ha coda in corso presso il giudice naturale, cioè presso il Tribunale di Beirut, laddove sono stato identificato quale testimone e parte lesa (e comunque, ogni determinazioni dell’organo giudiziario libanese, avrà esecutività in Italia, sulla scorta del vigente Trattato Bilaterale tra il nostro Paese e il Libano, ragione per la quale lo invito alla ‘parsimonia commentaristica’, sennò si becca anche egli una denuncia al pari di molti altri e ben più titolati)- ribadisco, poiché sono certo di ritrovarmi qualche imprecisa, sterile, stucchevole ed insulsa replica, già avviso che a mia volta controbatterei, per di più precisando che quanto accaduto a me, è stato solo per un atto di sistemico accanimento politico, al pari di gente come Andreotti e simili -e ciò, con tutto il rispetto, non mi sembra il caso del carissimo Giuseppe Graziano!- poiché io incarno la politica e la differenza la si vede tutta.
D’altronde in mio favore è come paragonare la credibilità di uno Statista, rispetto a quella del graduato della ‘Vedova Allegra’, celeberrima operetta, senza dimenticare che il babbo genitoriale di una candidata assieme allo stesso Graziano, dopo avermi ‘criticato’, è finito non certo in vacanza e allocato in un resort lussuoso: sarò uno jettatore?
Direbbe il mio amico ‘Dagospia’: vai a saperlo!“, conclude Speziali.


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