Ben 11 dei 50 miliardi di investimenti di Rfi in corso in tutta Italia saranno destinati alla Sicilia. Nello specifico verranno utilizzato per i cantiera con tecnologia integrata Bim per realizzare il nuovo collegamento ferroviario Palermo-Catania-Messina, per velocizzare la Palermo-Trapani via Milo e per realizzare la fermata all’aeroporto di Trapani Birgi. I benefici che ne trarrà l’economia siciliana sono vasti.
La scorsa estate il commissario straordinario per la Palermo-Catania-Messina, Filippo Palazzo, ne ha parlato in Ance Sicilia, nel corso di un incontro con i massimi esperti in tecnologia integrata Bim. “Tutti i lotti sono stati aggiudicati e consegnati alle imprese e in sette casi sono già stati aperti i cantieri, gli altri saranno tutti avviati entro la fine dell’anno. Per gestirli, aiutati dalla nuova tecnologia Bim, serviranno almeno diecimila maestranze e centinaia di imprese da formare in filiere specializzate e dedicate”, aveva spiegato Palazzo.
“Basti pensare che solo nel lotto più piccolo, quello fra Bicocca e Catenanuova, si è dovuta formare una filiera di oltre 300 operatori economici, perché l’obiettivo è quello di ridurre i tempi e i costi realizzando e avendo a disposizione tutti i manufatti e le forniture in loco, piuttosto che farli arrivare da fuori. Temo – ha precisato Palazzo – che per tutti i cantieri ci sarà difficoltà a trovare in Sicilia così tanti operatori economici e lavoratori specializzati”.
Allo scopo di aggirare questo pericolo il presidente di Ance Sicilia ha fatto ricorso a Webuild, principale appaltatore dell’Alta velocità in Sicilia, con lo scopo di individuare per ogni territorio tutte le imprese specializzate associate ad Ance Sicilia in grado di concorrere a comporre le filiere.
“I lavori sono stati tutti consegnati e la copertura finanziaria c’è ed è garantita – aveva precisato Palazzo nel mese di giugno –. La questione della rimodulazione del ‘Pnrr’ è più che altro un aspetto ragionieristico che non cambierà nulla circa gli aspetti della realizzazione delle opere. Considerando che stiamo lavorando per ottenere una velocità di 200 km/h, con punte di 250 km/h in alcune tratte, i primi lotti saranno completati entro il 2025, la maggior parte entro il 2026 e quelli che sono fuori dal ‘Pnrr’ – compreso l’ultimo aggiudicato, il Fiumetorto-Lercara, che è il più complesso, con una galleria da scavare lunga 20 km – saranno completati entro il 2029”.
“La tecnologia Bim è uno strumento nuovo che digitalizza l’intero progetto e il controllo dei lavori, dai computi metrici fino al ricorso all’utilizzo dei droni per riprendere dall’alto situazioni di esecuzione lungo cantieri molto lunghi che vengono poi riscontrate sul progetto digitalizzato. Tutto ciò, ai fini dei controlli antimafia, attraverso protocolli già sottoscritti con le Prefetture, consente alle forze dell’ordine di avere un controllo continuo e in tempo reale di tutto ciò che accade e delle persone che accedono ai cantieri. Ma è anche un presidio di trasparenza: infatti, attraverso i siti del ministero delle Infrastrutture, di Opendata e Opencantieri e di Rfi, che saranno implementati, ogni cittadino avrà accesso a sezioni specifiche che offriranno ogni tipo di informazione e aggiornamento sullo stato di avanzamento dei lavori”, ha concluso Palazzo.


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