Sono passati 15 mesi. Ben 464 giorni durante i quali Antonino Gioffrè, ex sindaco di Cosoleto, si è ritrovato come un fulmine a ciel sereno agli arresti domiciliari con l’accusa che sembra ormai essere diventata una carta jolly in Calabria: scambio elettorale politico mafioso.
“Non è possibile far fare carcere preventivo così, a cuor leggero“, ci dice Gioffrè, che raggiungiamo telefonicamente, con voce stanca ma sollevata. Dopo oltre un anno di agonia, personale e famigliare, il Tribunale della Libertà di Reggio Calabria ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare: Antonino Gioffrè torna in libertà, e risponderà a processo da uomo libero. L’arresto è avvenuto nell’ambito dell’operazione “Propaggine”, che ha portato in carcere 77 persone. In seguito all’arresto del sindaco, il comune di Cosoleto aveva subito la medesima sorte di altri comuni del territorio pre-aspromontano: il commissariamento.
“Ho finalmente riacquistato la libertà”
“Cari Amici, dopo due sentenze della Suprema Corte che hanno dichiarato rispettivamente: “mere congetture ed assenza di prove indiziarie per la configurazione del reato”; “argomenti ipotetici e congetturali che sconfinano nell’illazione”, ho finalmente riacquistato la libertà dopo 15 mesi, 464giorni di angoscia e impotenza – scrive l’ex sindaco di Cosoleto sulla sua pagina Facebook -. Durante questo periodo difficile, vorrei ringraziare di cuore mia moglie Elena e mio figlio Alfonso per avermi sostenuto nonostante abbiano subito i traumi e le conseguenze di avere un marito e un padre marchiati d’infamia. Hanno dimostrato una straordinaria forza e dolcezza. Desidero esprimere il mio profondo ringraziamento anche ai miei genitori, ai miei fratelli e ai colleghi di amministrazione che sono sempre stati vicini a me. Inoltre, vorrei estendere la mia gratitudine a tutte le persone che si sono manifestate pubblicamente o che hanno inviato messaggi di solidarietà, stima e fiducia. Sono stati innumerevoli tra colleghi, amici e semplici conoscenti. La loro presenza è stata un argine alla disperazione e sarò sempre grato per questo“.
“Ciò che mi ha tenuto in piedi è stata la profonda convinzione che avrei dimostrato la mia totale estraneità ai fatti ignobili che mi sono stati contestati. Sono certo di aver sempre agito nel pieno rispetto delle leggi durante i miei 20 anni come amministratore, lavorando per il bene della comunità che ho avuto l’onore di rappresentare, senza mai fare accordi di alcun genere con nessuno. Ho piena fiducia nella Giustizia e sono convinto che alla fine del processo l’incubo che ho vissuto diventerà solo un brutto ricordo. Vorrei ringraziare di cuore i miei avvocati, Carlo Morace e Angelo Fortunato Schiava, per la loro empatia e l’impeccabile professionalità dimostrata. Ci sono tante cose che vorrei scrivere e pensieri che vorrei condividere, ma oggi voglio semplicemente godermi la mia libertà…“, conclude Gioffrè.
La nota stampa degli avvocati di Antonino Gioffrè
“Gli avvocati Fortunato Schiava e Carlo Morace esprimono soddisfazione per la decisione del Tribunale della Libertà di Reggio Calabria in composizione feriale (Presidente dott.ssa Giunta, Giudici a latere dott. Lauria e dott. Santagati) che ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare del processo denominato “Propaggine” e rimesso in libertà Antonino Gioffrè, al momento dell’arresto sindaco di Cosoleto. Il Gioffrè era agli arresti domiciliari per il delitto di scambio elettorale politico mafioso (416 ter c.p.) e la decisione del Tribunale è intervenuta a seguito della decisione della Corte di Cassazione che aveva per la seconda volta censurato l’ordinanza cautelare e la motivazione del Tribunale, ritenute affette da vuoti argomentativi e deduzioni sconfinanti nell’illazione. La Suprema Corte aveva poi rilevato l’assenza di “elementi indicativi dell’impegno degli appartenenti al sodalizio al fine dell’acquisizione del consenso elettorale in favore del Gioffrè”. Il sindaco Gioffrè torna libero dopo 16 mesi di arresti domiciliari“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?