“Don Ciotti come l’ultimo dei comunisti di questa città e Brunetti tace”: Massimo Ripepi come un fiume in piena

Il consigliere comunale Massimo Ripepi parla del caso di don Ciotti: "il Ponte sullo Stretto unirà due cosche non due coste"

Ieri il consigliere comunale reggino Massimo Ripepi ha pubblicato sui suoi canali social una delle sue dirette alle quali, da tempo, ci ha abituati. Come sempre, tra gli argomenti trattati da Ripepi negli oltre trenta minuti di video, tante criticità della città, dalla Reggina al Ponte sullo Stretto.

E proprio sul Ponte il consigliere ha parlato del caso di don Ciotti. “E’ possibile che viene don Ciotti, una persona per bene, che fa la lotta alla ‘ndrangheta e dice a noi “il ponte non si deve fare” come l’ultimo dei comunisti di questa città, che per ideologia non vuole il ponte? – si chiede Ripepi con veemenza -. E ci viene a dire il ponte non si fa perché unirebbe due cosche. Ma stiamo scherzando? E nessuno dice una parola. Brunetti non dice una parola!”

Sei un venduto pure tusi scaglia Ripepi rivolgendosi al primo cittadino facente funzioni – perché un sindaco si deve alzare e dire “Don Ciotti, ma che cosa stai dicendo?”. Quindi a Reggio Calabria non si può fare una grande opera perché c’è la ‘ndrangheta? Quindi cosa dobbiamo fare noi reggini? Dobbiamo morire, dobbiamo essere bistrattati e calpestati da tutti? E nessuno dice una parola per paura“, conclude amareggiato Massimo Ripepi.