Cosenza, muore per una setticemia contratta in una clinica privata: aperta un’inchiesta

Vincenzo Barbato, 76 anni, ha avuto per mesi la febbre ma nessun antibiotico ha avuto effetto: ricoverato in gravi condizioni, il paziente è morto pochi giorni dopo per una setticemia

Un’infezione risultata fatale: Vincenzo Barbato, 76 anni, è deceduto il 21 agosto presso l’Ospedale di Rogliano, in provincia di Cosenza. A portarlo alla morte, ma sarà l’autopsia a stabilirlo con certezza, una setticemia causata da un batterio molto pericoloso, presumibilmente contratto in una clinica privata. L’uomo, da quasi un anno, si sottoponeva ad alcune sedute di fisioterapia, poi la comparsa di una misteriosa febbre a partire dallo scorso aprile: gli antibiotici non sortivano alcun effetto e il quadro clinico, con il trascorrere dei giorni, si è aggravato fino al 13 agosto. Barbato viene condotto al Pronto Soccorso dell’Annunziata in codice rosso: le sue condizioni apparivano infatti già molto gravi.

A seguito degli accertamenti, i medici hanno diagnosticato una setticemia in corso, una polmonite e una trombosi a una gamba. Trasferito poi a Rogliano, l’uomo è morto pochi giorni dopo. Aperte quindi le indagini per fare chiarezza sulle cause del decesso: il procuratore capo ha infatti avviato un’inchiesta per scoprire un probabile errore medico e se le cure somministrate fossero corrette. Al momento nessun soggetto risulta iscritto nel registro degli indagati: si attende ora il risultato dell’esame autoptico per procedere e trovare una risposta alla morte di Vincenzo Barbato.