Il Prof. Ing. Enzo Siviero, Rettore dell’Università eCAMPUS, grande esperto di Ponti, in un’intervista a “Il Gazzettino”, racconta: “sono nato a gennaio 1945, con i tedeschi in fuga. I miei avevano un piccolo podere poco distante da un ponte ferroviario che veniva regolarmente bombardato. Non so se ciò abbia influito, ma ho sempre cercato di indagare l’emozione che provavo guardando alcuni ponti e il disgusto che accompagnava la vista di altri. Nel 1969. Ricordo la gioia negli occhi di mio nonno Agostino, che negli anni ’20 aveva fatto strade e ponti in Calabria. Mio papà aveva una ditta di costruzioni, ma non avevo la vocazione di fare l’imprenditore. Serve pelo sullo stomaco e io mi faccio fregare dalla gente. Desideravo la carriera universitaria”.
“Il mio motto è “Bridging cultures and sharing hearts”, fare ponte tra le culture e condividere i cuori. Il ponte è il veicolo migliore per connettersi con gli altri. Senza accorgerci, utilizziamo spesso questa parola nei modi di dire: tagliare i ponti, gettare un ponte. Chi opera sui ponti è una persona che ama e sa osare. Esiste poi la gefirofobia, la paura di attraversare i ponti. Per me è anche un attraversamento simbolico verso la conoscenza: l’ignoranza genera diffidenza e, spesso, arroganza”, rimarca Siviero.
“Il ponte ha una valenza poetica? Io che mi diletto di poesia colgo questa sfumatura. Avevo pensato anche ad un ponte tra Tunisia e Sicilia, lungo 145 chilometri, per unire il Mediterraneo. Mi prendevano per matto, ma ora capiscono che non sarebbe impossibile. Il Ponte più bello? Il viadotto Bisantis a Catanzaro, progettato da Morandi. Dal punto di vista strutturale sta benissimo. Riccardo Morandi è stato un grande ed ero contrario alla demolizione del suo ponte di Genova”, evidenza Siviero.
“Non mi considero uno dei progettisti del Ponte sullo Stretto, ma ho curato luci e colori. Le opzioni per la tinta sono varie, dal bianco monocromo allo sfumato. Le luci sotto l’impalcato saranno a led e dovrebbero attenuarsi verso il centro, per non appesantire la vista notturna. Ho un desidero: fare informazione e sfatare dei miti. Da giugno, sono presidente del comitato editoriale di www.pontesullostrettonews.it, un sito di aggiornamenti, approfondimenti e opinioni. Anche quelle contrarie al ponte”, sottolinea Siviero.
“Molti credono che il Ponte un’infrastruttura inutile senza strade e ferrovie. Lo pensavo anch’io, poi mi sono documentato. È da 50 anni che lo si dice e non si è fatto nulla. Ora, grazie al Pnrr, in Sicilia stanno investendo miliardi per opere pubbliche moderne ed efficienti e nel prossimo decennio sarà pronta l’alta velocità tra Salerno e Reggio Calabria. Vento e terremoti sono un pericolo? Il progetto del ponte a una campata è stato studiato per 40 anni ed è la soluzione migliore. Il ponte sarà chiuso per vento una volta ogni 10 anni e, in caso di sisma, oscillerà dolcemente come un pendolo, spostandosi da una parte all’altra in 35 secondi. Chi lo attraverserà non se ne accorgerà neppure. Considerando che lo Stretto è una delle zone più inquinate del Mediterraneo, togliere il 70% dei traghetti è un grande passo avanti”, conclude Siviero.


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