Incendi in Aspromonte, Creazzo: “necessario un cambio di mentalità e di approccio al problema”

Tornano gli incendi in Aspromonte e torna attuale il problema della prevenzione: le dichiarazioni di Domenico Creazzo

Ieri è divampato l’ennesimo incendio in Aspromonte. In particolare ad essere interessata dal rogo è stata l’aera di San Luca, tra contrada Tre Arie e Contrada Malunomi, e si è reso necessario l’intervento di diversi canadair. Sul tema è intervenuto questa mattina, attraverso un post sulle sue pagine social, l’ex presidente f.f del Parco Nazionale dell’Aspromonte, Domenico Creazzo.

Leggo questa mattina con mio rammarico che l’annoso problema degli incendi in Aspromonte è tornato a farsi sentire. Si tratta, come sappiamo bene, di una piaga che puntualmente interessa i nostri territori e che sembra così difficile da arginare – scrive Creazzo –. Leggo, poi, le considerazioni di qualche giornalista che ricorda con nostalgia il tempo in cui questo problema sembrava superato. Il riferimento è, ovviamente, agli anni in cui il Parco Nazionale dell’Aspromonte era presieduto da Giuseppe Bombino, ed io ero prima membro del Consiglio Direttivo, poi vicepresidente e in seguito presidente f.f.“.

Ebbene, c’è una considerazione che mi sento di fare in merito, partendo dal presupposto che la ‘tregua’ dagli incendi in Aspromonte vissuta in quegli anni non è stata casuale. E non è stata frutto di politiche coercitive da parte dell’Ente Parco. È stata tutt’altro. È stata frutto di un lavoro lungo, complesso, certosino, che aveva portato ad un vero e proprio cambio di mentalità e di approccio al problema. Gli incendi in Aspromonte erano diminuiti non perché avessimo schierato forze dell’ordine in ogni dove o minacciassimo i cittadini con multe e sanzioni, ovviamente i controlli c’erano ed erano e sono fondamentali, ma anche perché avevamo dimostrato e fatto comprendere che per preservare il nostro Aspromonte è sufficiente amarlo. Sembra un concetto banale, romantico, ma non lo è“, si legge ancora nel post dell’ex sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte.

Proteggere l’Aspromonte e la biodiversità solo per amore

Mentre in passato si cercava di preservare il territorio e la sua biodiversità in maniera meccanica, asettica, priva di sentimento se vogliamo, noi avevamo deciso di cambiare politica. Avevamo fatto capire a chi in Aspromonte vive, lavora e agisce che non serviva alcuna imposizione: il territorio e la nostra montagna andavano semplicemente amati, per valorizzarli al meglio – continua Creazzo -.
Bastava prendersene cura come una persona cara alla quale si vuole bene. E aveva funzionato. Gli incendi hanno visto una tregua e tutto ciò grazie anche ai dipendenti della Struttura del Parco Nazionale dell‘Aspromonte, al tempo diretta dal compianto Direttore Sergio Tralongo, che hanno vissuto con passione il proprio lavoro e amato profondamente l’Aspromonte. Abbiamo semplicemente trasmesso questo sentimento di appartenenza a tutti“.

Noi avevamo avviato un “Cammino” di condivisione dei valori dell’Area Protetta che vedeva coinvolti tutti, addetti ai lavori o meno, ciascuno si sentiva parte del percorso di sviluppo che era stato avviato. E il nostro messaggio era stato recepito. I cittadini si sentivano al contempo visitatori e “sentinelle” dell’Aspromonte. Quell’Aspromonte che era, ed è, diventato patrimonio di tutti.
Mi auguro che anche oggi si possa in qualche modo riprendere la strada in quella direzione. E perché no, oltre all’impiego dei droni, perché tanto non costa nulla, cercare di scambiare anche una stretta di mano, un abbraccio e qualche sorriso in più“, conclude Domenico Creazzo.