Alfredo Montalto, gip del tribunale di Palermo, ha concesso gli arresti domiciliari ad Alfonso Tumbarello, il medico di Campobello di Mazara (Trapani) in carcere dal 7 febbraio con l’accusa di avere avuto un ruolo determinante nella latitanza di Matteo Messina Denaro. L’istanza dei legali Gioacchino Sbacchi e Giuseppe Pantaleo è stato accolta. La ragione sta nell’età di Tumbarello: ha superato i 70 anni e per questo il giudice ha ritenuto possibile dargli una misura meno grave rispetto al carcere.
Il medico deve rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa e procurata inosservanza di pena. Il suo ruolo, data la malattia del boss, sarebbe stato determinante per la prosecuzione della latitanza. Tumbarello si sarebbe occupato delle prescrizioni per la cura del cancro, intestate al prestanome dell’identità al boss, il geometra Andrea Bonafede, nato nel 1963 e omonimo di un cugino nato nel 1968, anche lui coinvolto nella vicenda. Tumbarello avrebbe anche visitato personalmente Messina Denaro. Dunque, secondo gli inquirenti, avrebbe saputo benissimo che in realtà il suo assistito era il boss di Castelvetrano.
“Le cure assicurate personalmente da Tumbarello hanno garantito a Messina Denaro non solo le prestazioni sanitarie necessarie per le gravi patologie sofferte, ma soprattutto per quel che qui rileva, la riservatezza sulla sua reale identità e dunque continuare a sottrarsi alle ricerche, restare a Campobello di Mazara, e gestire l’associazione mafiosa“. Lo ha scritto il gip Montalto nell’ordinanza con cui il 7 febbraio ne ha disposto l’arresto. Per il giudice èstato provato in modo “incontrovertibile che costui ha visitato più volte Messina Denaro e ne è divenuto stabile interlocutore del lungo e tormentato percorso terapeutico del suo assistito“, seguendo “il percorso del paziente per i successi due anni, continuando a prescrivergli delicatissimi e costosissimi esami diagnostici“.


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