Aeroporto Catania: tanti voli annullati e nessun problema risolto

Il rogo allo scalo di Catania ha messo in ginocchio l’intera regione

Il rogo allo scalo di Catania ha messo in ginocchio l’intera regione. Sono decine le imprese che stanno subendo enormi danni e disagi per le emergenze, di questi giorni, nella provincia etnea: “per questo chiediamo subito interventi drastici per risollevare il sistema produttivo e la popolazione. Serve il sostegno dello Stato e il rafforzamento degli interventi della Protezione civile” – denuncia il presidente di Confindustria Catania, Angelo Di Martino.

Il rogo all’aeroporto catanese ha ‘scoperchiato’ il problema dei collegamenti agli altri aeroporti siciliani, in cui tutto si complica: per collegare Palermo a Catania servono cinque ore di treno (o fare due cambi), per andare, invece, da Trapani al capoluogo etneo, bisogna prenderè il bus, ed equivale anche a più ore.

L’aeroporto di Catania lavora a metà regime; tutta l’infrastruttura che corre su fibra ottica, compresa quella del check-in, deve essere riparata. Il Notam stabilisce che fino all’1.59 di notte del 31 luglio vi saranno “numero massimo di 5 arrivi e di 5 partenze, per ora“. Normalmente conta 21 movimenti all’ora.

Ma quando Catania tornerà alla piena operatività? Secondo Schifani questo avverà già dal 1 agosto: “quando entrerà in funzione la tensostruttura da 500 metri quadrati allestita dall’aeronautica militare, si potrà arrivare fino a quattordici. Il ritorno alla piena normalità si avrà qualche giorno dopo, non appena termineranno le operazioni di bonifica e ripristino del terminal A”.

“Vuole dire che lo scalo sarà operativo per i due terzi dei movimenti – sottolineano dalle aviolinee–  l’altro terzo dovremmo dirottarlo altrove oppure cancellare il volo” , e tanti lo sono stati: almeno 102 da domenica.