Francesco Ventura ha solo trent’anni, ma ne ha dedicati tanti allo studio e alla valorizzazione della lingua greca di Calabria, ovvero un’eredità culturale che, essendo parlata correntemente da poche decine di persone, rischia di andare perduta. Si tratta di un tesoro da preservare, e Francesco da anni vi si dedica anima e corpo.
Ora, Ventura, giornalista di formazione giuridica, ha un progetto. Si tratta di un articolato ‘piano’ per riuscire a far sì che il greco di Calabria venga preservato, soprattutto attraverso politiche mirate. Già, perché come ci spiega il dott. Ventura, ciò che fino ad ora si è sbagliato sono proprio i metodi per proteggere questa lingua/dialetto dal rischio estinzione. “Abbiamo una macchina che va a benzina e ci stiamo ostinando a mettergli diesel: è più economico ma inceppa il motore“, spiega lui stesso ai microfoni di StrettoWeb. E sono proprio i danni dovuti a decenni accumulati di ‘inceppamenti’ a cui Francesco vorrebbe andare a rimediare.
Per farlo ha scelto la Bosnia, dove le caratteristiche delle minoranze linguistiche sono molto simili a quelle del greco di Calabria. “Dal 4 al 12 luglio mi recherò in Bosnia per studiarne gli aspetti sociolinguistici e le politiche linguistiche. Il mio obiettivo è trarne delle buone pratiche per la rivitalizzazione della minoranza linguistica greca di Calabria, forse utili anche per quella presente nel Salento. Queste due realtà hanno in comune degli elementi molto promettenti, da cui spero di raccogliere spunti ed elementi utili da approfondire in ulteriori ricerche“. Lo ha scritto lo stesso Francesco Ventura a corredo della sua raccolta fondi per finanziare il suo affascinante e lungimirante progetto.


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