Reggina, l’ex Presidente Benedetto e i retroscena sull’intuizione Sant’Agata: “nel 1986…”

Reggina: la nascita del centro sportivo Sant'Agata. Il racconto dell'artefice di allora, l'ex Presidente Pino Benedetto

Non è l’artefice principale del periodo più florido, ma tantissimi meriti vanno anche e soprattutto a lui. Perché ha anticipato i tempi, perché ha guardato avanti, perché ha visto autostrade dove gli altri – allora – vedevano viuzze strette. Il riferimento è a Pino Benedetto, ex Presidente della Reggina. Da una sua idea, e da un’area vasta ma abbandonata, tantissimi anni fa è nato infatti il centro sportivo Sant’Agata, vera e propria mossa geniale. E i motivi non ha senso spiegarli.

Anche lui era presente questa mattina al Festival dell’Economia, Sviluppo e Sostenibilità, insieme a un parterre composto anche dal dirigente Michele Uva e dal giornalista Italo Cucci, oltre ai Presidenti Regionali Calabria di Coni e Figc, Condipodero e Mirarchi. Benedetto ha preso la parola precisando: “la mia non è stata una intuizione, ma ho semplicemente dovuto fare di necessità virtù, perché allora c’era la contrapposizione tra una città povera e una competizione che ci permetteva di battagliare ad altri livelli”.

“E così – racconta – ci serviva una ‘fabbrica’ che ci permettesse di stare agli stessi livelli. Reggio nel 1986 era al centro della guerra di mafia. Presentarsi nelle piazze era difficile ma bisognava avere fantasia. Vi riporto con la memoria a quei tempi. I centri sportivi allora erano quattro. Il più bello era Villa Silvia a Cesena, poi c’era Trigoria, a Napoli c’era un campo di patate, la Juve si allenava dove poteva. Reggio partì con 5 campi di calcio in erba, follie. Ma ha permesso al club negli anni seguenti di vivere in maniera dignitosa e fare 10 anni di Serie A. E’ ciò che dissi al Presidente che in Calabria stimo più di tutti, Floriano Noto del Catanzaro. Nei primi anni è stato ‘distratto’, ma dopo la vittoria del campionato mi ha chiamato e mi ha detto: ‘costruirò il centro sportivo'”, aggiunge.