A due mesi di distanza, l’arresto di Matteo Messina Denaro continua ad avere conseguenze sul tessuto sociale e politico trapanese, e siciliano in generale. Il Partito democratico, infatti, esce dall’amministrazione comunale di Campobello di Mazara per dare “un segnale di discontinuità“. Gli esponenti del Pd auspicano “il ritorno al voto” nel paese del Trapanese dove il boss ha trascorso gli ultimi anni della sua latitanza.
In una nota congiunta, i segretari regionali e provinciali del partito, Anthony Barbagallo e Domenico Venuti, ufficializzano l’uscita alla Giunta guidata da Giuseppe Castiglione. Giunta nella quale figura un assessore del Pd, Stefano Tramonte. “Non è compito della politica sostituirsi agli organi inquirenti e ai tribunali, ma la politica non può delegare alle sentenze il proprio ruolo – scrivono Barbagallo e Venuti – gli eventi accaduti a Campobello negli ultimi mesi non possono non porci interrogativi e un senso di inquietudine profonda. La comunità di Campobello ha bisogno di un percorso netto di discontinuità, di un processo di profonda rigenerazione. Che attivi le tante forze sane che vivono e operano in questi comprensorio e che avvii una nuova stagione“.
La decisione del Pd arriva all’indomani della puntata di ieri sera di ‘Report’ durante la quale è stato anche intervistato il sindaco Castiglione. Il tema, ovviamente, era la latitanza di Matteo Messina Denaro. Al primo cittadino di Campobello è stato chiesto conto dell’appoggio che ricevette dall’ex deputato regionale Paolo Ruggirello. Quest’ultimo, in seguito, è stato condannato a 12 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. “Il Pd ritira il proprio sostegno alla maggioranza e auspica che, il prima possibile, venga data parola agli elettori campobellesi“, concludono Barbagallo e Venuti.



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