Dopo aver vinto il Mondiale con la sua Argentina, Lionel Messi è tornato in Francia da re. Il rapporto, mai idilliaco, con i tifosi del PSG sembrava essersi rasserenato, forte di una Coppa del Mondo sotto braccio che lo consacrava, ancora una volta, come GOAT del calcio. Il rinnovo, ad inizio 2023, sembrava una formalità. Ma non è mai arrivato. In compenso, le critiche, i ‘3’ in pagella della stampa, i fischi del pubblico (sì, anche Messi viene fischiato), non sono mai mancati. E da ieri potrebbe essere arrivata la rottura definitiva.
La sospensione
Messi è stato sospeso dal PSG per due settimane, con annessa multa, per aver presenziato ad un evento di promozione turistica in Arabia Saudita, nonostante gli fosse stato negato il permesso, non presentandosi all’allenamento del lunedì. La decisione è stata presa dal presidente Al Khelaifi. Secondo l’entourage del calciatore la decisione di fissare l’allenamento lunedì era stata presa mentre Messi si trovava già in volo, il club ha smentito. Il tecnico Galtier era all’oscuro del viaggio.
Pensare adesso che tutti gli attori in causa si possano sedere, tranquillamente, al tavolo delle trattative, appare alquanto complicato se già in tutti questi mesi non c’è stata alcuna stretta di mano per il rinnovo, nonostante sembrasse poco più che una formalità.
Quale futuro?
La domanda adesso è: quale sarà la prossima squadra in cui giocherà Leo Messi? A 36 anni da compiere il 24 giugno prossimo, la ‘Pulce’ è allo stesso bivio sul quale il suo grande rivale, Cristiano Ronaldo, si è ritrovato a dover rimuginare per diverse stagioni. Quanto può essere decisivo e per quanto tempo? Il talento è folgorante: in Francia, seppur nella squadra migliore del campionato, ha messo a segno 15 gol e 15 assist in 28 partite giocate.
La logica vuole che ancora una o due stagioni da protagonista in campionati competitivi Messi possa giocarle. Il Barcellona sogna un suo ritorno, seppur condizionato dai problemi economici e dalle rigide norme riguardanti gli ingaggi imposti dalla Liga Spagnola. Il Newcastle vorrebbe farne l’uomo simbolo del nuovo corso arabo, magari preparando il suo futuro prossimo, da calciatore, direttamente in Arabia Saudita.
Suggestione Napoli
Non è solo una questione di soldi. I 40 milioni del contratto con il PSG sarebbero stati una buona motivazione per non prendere l’aereo verso l’Arabia Saudita, ma i 30 milioni che l’accordo di sponsorizzazione stretto con il Paese hanno dato una valida motivazione al fenomeno argentino per partire.
Difficilmente il ritorno romantico al Barcellona si concretizzerebbe a a tali cifre, dunque al di fuori dei paradisi dei petrodollari calcistici, le cifre dovranno necessariamente abbassarsi. E anche in Italia c’è chi sogna l’arrivo del campione argentino.
Il binomio Italia-Argentina riporta alla mente un nome prima di ogni altro: Diego Armando Maradona. Di conseguenza, Maradona chiama Napoli. Già in passato, dopo la morte del ‘Pibe de Oro’, si era fantasticato su un trasferimento di Messi in azzurro.
In una dichiarazione a “Mundo Deportivo”, in vista di una gara di Champions League, a Messi era stato chiesto cosa provasse all’idea di poter giocare contro la squadra in cui ha militato Maradona. “L’esperienza giocare lì sarà molto bella. – la sua risposta – Lì le persone sono molto appassionate e hanno sognato che se Maradona è andato lì perché non Messi. Sì, conosco i napoletani e l’amore folle che hanno per il calcio. Ho avuto compagni di squadra che hanno giocato lì come il ‘Pocho’ (Lavezzi) e mi ha raccontato molte cose che hanno vissuto e per questo sono molto entusiasta di andarci“.
Oggi, come mai prima d’ora, Napoli può sognare. Sarebbe il colpo del secolo, un regalo sfarzoso per lo scudetto. E neanche tanto: Messi arriverebbe a zero, il Decreto Crescita potrebbe aiutare ad ammortizzare le richieste sull’ingaggio. Leo giocherebbe in un campionato competitivo, nella squadra campione in carica che ha sfiorato la semifinale di Champions League, con i conti a posto e la voglia di riconfermarsi.
Soprattutto, sarebbe celebrato come solo in Argentina gli è capitato prima d’ora. Napoli tornerebbe ad ammirare l’erede di Maradona, con il 10 sulle spalle, 32 anni dopo l’ultima volta. Una sensazione che non può essere comprata.


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