Crollo ponte di Longobucco, issata una bandiera nera: il lutto di un paese che rischia l’isolamento

Questa mattina, gli abitanti di Longobucco hanno manifestato contro il rischio di isolamento e per avere risposte, certe, sul ripristino dela viabilità. Negozi chiusi e banidera nerra issata in piazza come segno di lutto cittadino

Un ponte che non c’è più e una comunità che rischia l’isolamento a lungo termine: è questa la drammatica situazione di Longobucco dopo il crollo del viadotto “Ortiano 2” sulla Sila-Mare. I cittadini cercano risposte che, probabilmente, necessiteranno ancora di lungo tempo per essere elaborate. Ci si domanda perché il ponte è crollato dopo solo 9 anni dalla sua realizzazione, cedendo agli smottamenti del fiume in piena Trionto e lasciando il paese dell’entroterra silano tagliato fuori dal mondo. Ma la voce di chi ci abita è ancora forte e vuole farsi sentire: questa mattina, armati di striscioni e rabbia per per la situazione ancora troppo precaria, i longobucchesi sono scesi a manifestare in piazza.

Una protesta che andrà avanti fino a quando non verranno individuati i responsabili del crollo e non si avranno notizie, certe, della prassi che verrà seguita per ripristinare i collegamenti con il territorio cosentino. Nel corso della manifestazione di questa mattina, i commercianti hanno scelto di abbassare le saracinesche dei propri negozi e si sono uniti, a gran voce, al coro che lamenta l’assenza di una rappresentanza politica. Un coro quasi disilluso che chiede al primo cittadino, Giovanni Pirillo, di issare una bandiera nera, simbolo del lutto di una comunità che, isolata, muore lentamente.