“Quello che è successo a Reggio Calabria sarà oggetto di valutazioni. Io ho un’idea molto chiara. Parliamo di imprese che, da un lato, hanno il diritto di usare strumenti concessegli della crisi, ma dall’altro lato questi strumenti non possono valicare i principi dell’equa competizione. Il presupposto è che debba essere preservato, tutelato, il diritto sportivo, nei confronti di ogni singolo portatore di interesse, perché al fronte di un club che verte in questa situazione, ce ne sono altre 19 che meritano rispetto”. Queste parole, sul caso Reggina, sono state pronunciate dal Ministro dello Sport Andrea Abodi, presente per il match di Serie B Pisa-Frosinone.
Parole che, da parte sua, suonano un po’ strane. Più che altro per il ruolo che predilige. E’ un Ministro del Governo, quello stesso Governo che contempla lo strumento utilizzato legittimamente dalla Reggina. Ma è stato anche Presidente Lega B e Consigliere Figc. Insomma, ci chiediamo: non è che non vorrebbe fare un torto a “quelli di prima”? L’importante è che faccia intendere da che parte vuole stare, perché così non è chiarissimo.
Ovviamente questo resta un suo pensiero, legittimo, e non sarà lui a decidere. La Reggina, dopo aver vinto oggi sul campo, giovedì giocherà un’altra partita importante fuori. Potrebbero arrivare dei segnali già in Appello, in attesa delle ultime due gare e dell’eventuale ricorso in terzo grado. Sarà un maggio caldissimo e tutto da vivere. In ogni caso, nonostante il -7, la squadra amaranto è ancora a un punto dai playoff.


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