Torna il tradizionale appuntamento con i “fucarazz” di Amendolara, nella provincia di Cosenza, per le celebrazioni in onore di San Vincenzo Ferreri, patrono della comunità. Dal 27 al 30 aprile, il borgo verrà animato dalle luci dei fuochi, in dialetto amendolarese “fucarazz”, dislocati nei diversi rioni del centro storico con l’aggiunta, negli ultimi anni, di alcune tappe anche ad Amendolara Marina. Un fitto programma di eventi che si accompagna alla celebrazione religiosa, che porterà il santo in processione nel pomeriggio di domenica, e andrà ad interessare tutto il bacino dell’Alto Jonio Cosentino. Il paese infatti, potrà contare sulla grande affluenza di pubblico proveniente dai comuni vicini, attirando veterani e curiosi nel nome di una tradizione millenaria.
I “fucarazz”, per chi non li conoscesse, sono enormi falò issati per le strade del centro, uno per ogni rione del paese. La particolarità risiede nell’altezza delle pire che, con solerzia, vengono costruite a partire dai giorni precedenti, dagli abitanti di ogni quartiere: fascine di ulivi accatastati che si innalazano fino al cielo, a ricordare, probabilmente, quella fiamma impressa sul capo di San Vincenzo, la forza dello Spirito Santo e della fede.
Altra caratteristica della festa dedicata al patrono, è rappresentata dai “puntill”: delle vere e proprie barriere umane che intasano le viuzze della parte più “antica” del centro storico e si muovono a tempo di musica, sempre una per ogni rione. Il termine deriva dal dialetto “appuntillare”, ovvero fermare/ostacolare: l’idea di fondo è quella di creare una catena umana, tutti in gruppo saltellando, tale da impedire simbolicamente il passaggio della banda. In questo modo, la musica non può finire e la festa può continuare fino all’alba, tra le tarantelle e i cori che raccontano una storia antica, ma immortale.


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