Il prossimo 14 aprile sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la nuova conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, sul tema “1923-2023: nel centenario di Franco Zeffirelli”.Dopo i ringraziamenti da parte di Gianni Aiello (presidente del sodalizio organizzatore), sarà la volta dei saluti istituzionali, a seguire la relazione di Antonino Megali (vice Presidente del Circolo Culturale “L’Agorà”. Nato a Firenze il 12 febbraio 1923 Franco Zeffirelli si diploma all’Accademia di Belle Arti della sua città e dopo aver frequentato architettura s’interessa di prosa lavorando a Radio Firenze (1946). Essendo anche attore di formazione debutta nel cinema nel 1947 interpretando il ruolo di Filippo Garrone ne “L’onorevole Angelina” di Luigi Zampa ed assistendo Luchino Visconti sul set de “La terra trema”; esordisce come regista teatrale due anni dopo con “Lulù” ed in seguito si dedica con notevole successo alla regia di opere liriche, attività che svolge con continuità.
Nel decennio del secolo scorso (1940-1950) comincia ad affiancare registi celebri come Michelangelo Antonioni, Vittorio De Sica e Roberto Rossellini. Il primo film da lui diretto, dopo essere stato aiuto di Pietrangeli per “Il sole negli occhi” e “Lo scapolo” (e nuovamente di Visconti per “Senso”), è “Camping” (1958), una commedia sentimentale giudicata dalla critica ancora piuttosto convenzionale. Uno stile più personale dimostrerà invece in “La bisbetica domata” (1967) ed in “Romeo e Giulietta” (1968), brillanti trascrizioni shakespeariane realizzate, a giudizio degli esperti, con notevole gusto e sorvegliata eleganza figurativa. Sempre con Visconti, di cui ormai è collaboratore fidatissimo, si occupa tra il 1948 e il 1953 delle scenografie per opere di Cechov, Shakespeare e Williams.Ancora a proposito degli allestimenti teatrali sono da ricordare i cimenti in opere classiche come l’Otello di Shakespeare (che presenta al festival di Stratford-on-Avon nel 1961) e l’Aida di Giuseppe Verdi, nonché nelle produzioni contemporanee come “Chi ha paura di Virginia Woolf?” di Albee.Nel cinema restano famose le sue trasposizioni letterarie: dalla romantica vicenda di “Romeo e Giulietta” del 1968, la biografia su San Francesco con “Fratello sole, sorella luna” del 1972,poi è la volta di “Amleto” del 1990, nell’interpretazione di Mel Gibson.La sua opera è dominata da una vena romantica di accurata sensibilità sia per il particolare che per la definizione dei personaggi.
Resta memorabile il suo Gesù di Nazareth del 1977, entrato nella storia del cinema per il ritratto particolarmente umano del Cristo, la cui eterea spiritualità pervade l’intera opera. Infine nel campo dell’opera lirica non si possono dimenticare le storiche produzioni con le maggiori protagoniste del canto di ogni tempo (accompagnate, va da sé, dai grandissimi direttori allora in circolazione. Un nome per tutti: Carlo Maria Giulini), a cominciare dalla leggendaria “Traviata” con la sconvolgente Maria Callas fino alla “Lucia di Lammermoor” con la Sutherland.Dal 1969 al 2002 Franco Zeffirelli ha vinto 5 premi: David di Donatello (1969, 1972, 1979, 2002), Nastri d’Argento (1969).Il 24 novembre 2004 la Regina Elisabetta II lo nominerà Cavaliere Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico (KBE).Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da venerdì 14 aprile.



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