Non ci sembrava di aver intuito, dalle parole dei protagonisti di casa Venezia, “pianti” di ogni genere sull’atteggiamento in campo della Reggina. Né il vice Godinho e né Pohjanpalo, a fine gara, si sono lamentati, facendo anzi mea culpa su una prestazione dei suoi che non è stata all’altezza. “La nostra prestazione complessiva – citiamo testualmente Godinho – oggi ha lasciato a desiderare”. Parole sue, eh.
Eppure, da Venezia, c’è chi ha preso malissimo la sconfitta odierna. Il riferimento è a un tifoso che ha detto la sua in una rubrica di TuttoVeneziaSport. “Una squadra che segna per miracolo divino e propone per il resto del match un catenaccio anni 70 condito da perdite di tempo, palloni lanciati in campo e rinuncia pressoché totale di provare a ferire, l’altra che potrebbe giocare per settimane senza mai dare la benché minima sensazione di poter far gol”, è l’inizio del suo articolo di fine gara. L’impressione è che la sconfitta non sia andata un tantino (ma solo un tantino) giù.
Se vuole sentirsi dire, da Reggio, che la Reggina non ha brillato? Sì, la Reggina non ha brillato. Ma non cambia le cose. Nel calcio contano i gol, i punti, e sullo Stretto – soprattutto quest’anno – ne sappiamo qualcosa. Inzaghi, forse con qualche settimana di ritardo, ha capito che per ora è il momento di mettere da parte l’estetica, il calcio offensivo, le occasioni e bla bla bla. E sono arrivate due vittorie. Brutte? Sì, brutte. Ma non ci sembra che dall’altra parte il Venezia abbia dimostrato chissà quale spettacolo “guardioliano” dei bei tempi. La Reggina, quest’anno, ha fatto più volte il Venezia di turno, uscendo però a testa alta. Ha creato, giocato, ma ha raccolto zero. E a fine gara ha spesso fatto i complimenti agli avversari e ai portieri ospiti. E’ il calcio. Terni, Modena, al Granillo contro Perugia e Spal; sono tante le gare in cui gli amaranto avrebbero potuto recriminare. Nelle ultime due il calcio gli ha restituito, con un po’ di fortuna, quello che con sfortuna gli aveva tolto in precedenza.
Oltre all’attacco dell’articolo, però, anche il finale è abbastanza duro. Si fa riferimento addirittura alla “vergogna”. “Tifiamo VeneziaMestre ed oramai siamo ben consci della pochezza tecnica dei nostri beniamini – si legge – ma fossimo tifosi reggini proveremmo un minimo di vergogna nell’aver condotto e portato a casa una partita del genere, un emblema di tutto ciò che il calcio non dovrebbe essere, un immagine esplicativa del perché in questo paese non nascono più talenti e fin dalla più tenera età non si fa altro che insegnare come scamparla a suon di trucchetti e palle in tribuna. Contenti voi, contenti tutti”.
Praticamente, è colpa della prestazione di oggi della Reggina se non nascono più i talenti italiani. Da Reggio… ricevuto. E incassato. Importa ben poco delle prestazioni, ad oggi. Lo ha detto Inzaghi. La Reggina per oltre 5 mesi ha dimostrato di saper giocare a calcio, evitando i trucchetti. A volte ha perso, complimentandosi con chi ha vinto. Poi però, per dirla alla Ranieri, “a un certo punto contano i punti”. Quelli che oggi ha ottenuto la Reggina. Per il bel gioco, di nuovo, c’è tempo. Intanto la Reggina è salva e si gode queste ultime 6 finali per il sogno playoff.


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