“Temo che riguardo all’articolo 4 applicato alla società, sulla carente motivazione riguardo ai punti, un principio di fondatezza delle difese ci sia. Auspico il rinvio alla Corte d’appello federale con rimodulazione della sanzione“. Sono le parole di Ugo Taucer, Procuratore generale dello Sport, che rappresenta l’accusa nel corso dell’udienza presso il Collegio di garanzia del Coni sul ricorso presentato dalla Juventus in merito penalizzazione derivata dal caso plusvalenze.
Un ribaltone clamoroso. Secondo la Procura generale dello Sport si è verificata una carenza di motivazione in merito ai 15 punti di penalizzazione inflitti alla Juventus: serve dunque un ammorbidimento della pena da parte della Corte d’Appello. Taucer rappresenta l’accusa poichè la Federcalcio ha scelto di non costituirsi, scegliendo di non difendere la sentenza del proprio tribunale.
Taucer ci ha provato comunque, dichiarando: “l’operato della procura federale è stato corretto. E quell’operato è stato condiviso dalla Corte d’appello. Le argomentazioni di controparte non colgono pienamente nel punto, riterrei di confermare l’impianto accusatorio“. Se il Collegio dovesse dare ragione a Taucer potrebbe saltare l’intero articolo 4, quello riguardante la slealtà sportiva, in base al quale erano stati inflitti i 15 punti di penalizzazione. La Juventus potrebbe cavarsela, nello scenario peggiore, con una multa. Il club bianconero però rilancia chiedendo l’annullamento senza rinvio.
Annullamento senza rinvio
Maurizio Bellacosa, legale della Juventus, parla di una “sentenza piena di errori, motivo per cui chiediamo l’annullamento senza rinvio alla Corte“, visto che “sono stati violati principi basilari del processo sportivo“. Il legale sottolinea inoltre che negli atti dell’inchiesta Prisma che hanno portato alla riapertura del processo plusvalenze per revocazione non sono presenti riferimenti alle 15 operazioni contestate dalla Procura Federale nel primo deferimento su cui il processo si basa, ma “si parla solo di un contesto generico, tanto che la revocazione dalla Procura doveva essere inammissibile“.
Il legale incalza ancora chiedendo al Collegio se “davvero ci siano stati i fatti nuovi che per il Codice di Giustizia sportiva FIGC potevano determinare l’ammissibilità della revocazione, visto che gran parte delle intercettazioni erano note già nei primi due gradi di giudizio che avevano portato all’assoluzione“.
L’avvocato bianconero sottolinea anche la modifica della contestazione rispetto al deferimento: “leggendo le motivazioni della Corte federale d’Appello abbiamo scoperto che ci veniva contestato un sistema fraudolento in partenza, fino a quel momento non ce lo aveva detto nessuno. È stato cambiato il thema decidendum, si parla di un illecito nuovo mai contestato prima, così come l’accusa di aver alterato il risultato sportivo”
Bellacosa evidenzia inoltre che al club nel deferimento venivano contestati solo gli articoli 31 e 6 del Codice di Giustizia sportiva e sostiene che non gli si possa contestare oggi il 4 (slealtà sportiva), sottolineando anche che nelle motivazioni l’articolo 6 manchi completamente, parlando anche “contestazione di tipo soggettivo da parte della Corte”.
Infine sulla sanzione: per Bellacosa c’è stata “una doppia reformatio in peius, sbagliata e inammissibile: nei primi due gradi di giudizio la Procura aveva chiesto solo un’ammenda per il club, ma dopo la revocazione si è passati a 9 punti, primo errore, che sono addirittura diventati 15 nella condanna della Corte. È tutto sbagliato. Siamo consapevoli che ci siano delle motivazioni che portano alla sentenza con rinvio alla Corte, ma ce ne sono almeno quattro per cui è giusto procedere con la cancellazione della sentenza senza rinvio, che è quello che chiediamo oggi in punta di diritto”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?