“L’esempio della presenza dello Stato che arriva sempre è testimoniato dal fatto che ben 121 beni confiscati alla mafia nella provincia di Trapani e destinati sono riconducibili a soggetti legati a Matteo Messina Denaro. Ancora una volta si dimostra che gli investimenti criminali sono destinati a ritornare nella mani dei cittadini onesti e della comunità. Infatti, come testimonia quell’arresto anche attraverso i beni in questione, chi costruisce sulla sabbia non può pensare di aver costruito sulla roccia”. Lo ha detto il sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro. L’occasione era la prima conferenza di servizi 2023, in prefettura a Trapani. La conferenza è organizzata dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.
Sono state acquisite manifestazioni di interesse, per finalità istituzionali, sociali o economiche, per 288 dei 327 beni originariamente proposti. Il tutto per un valore di oltre 13 milioni di euro. Le manifestazioni acquisite saranno sottoposte al consiglio direttivo dell’Agenza per la definitiva destinazione. Alla conferenza hanno partecipato anche i potenziali destinatari dei beni. Tra questi i Comuni di Campobello di Mazara, Castellammare del Golfo, Castelvetrano, Custonaci, Marsala, Paceco, Partanna, Salemi, Trapani, Valderice, il Libero Consorzio Comunale di Trapani, la Regione Sicilia e l’Agenzia del Demanio.


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