“La FP CGIL di Cosenza ha ritenuto non accettabile e contraddittoria l’ipotesi di moratoria di sei mesi delle attività sindacali inserita nel documento di proposta di protocollo d’intesaredatto dalla direzione Generale”. Lo scrivono in una nota il segretario generale Fp Cgil Calabria, Alessandra Baldari, e il segretario generale Fp Cgil Cosenza, Alessandro Iuliano. “Ancora una volta, si vanifica il tentativo di portare avanti relazioni sindacali corrette e trasparenti. È necessario un confronto libero e partecipato tra le organizzazioni sindacali e la parte datoriale. Perché firmare un protocollo d’intesa tra Azienda e Sindacatidove, addirittura nella prima bozza proposta, era inserito l’impedimento alle organizzazioni sindacali di proclamare stati di agitazione?”.
“Inoltre,
La nota continua: “mentre, i componenti delle RSU eletti con la FP CGIL non solo non hanno sottoscritto ma sono contrari al protocollo d’intesa proposto. La FP CGIL è pronta ad attivare tutte le azioni di tutela dei diritti dei dipendenti che aspettano risposte da troppo tempo…ma non può accettare “bavagli”. Riteniamo che la semplice applicazione del CCNL da parte dell’Azienda, nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori, consentirebbe una piena e fattiva collaborazione tra le parti”.
“Inoltre, è inaccettabile che la nostra organizzazione sindacale sia stata “dimenticata”, per come dichiarato dall’azienda, all’incontrotra
“Il commissario – si legge ancora – straordinario aveva assicurato una soluzione tempestiva alla questione, ma non è arrivata nessuna proposta da parte dell’azienda se non quellaavanzata nell’incontro menzionato con i legali rappresentanti quei lavoratori che hanno promosso contenzioso. Tale proposta prevedeva la decurtazione del 30% sulla quota spettante e quindi con una perdita secca ingiustificata e soprattutto con l’obbligatorietà della definizione tramite accordo legale. Non riusciamo a comprendere questa decisa posizione nel chiudere un accordo con i legali invece che trovare un accordo con le RSU e le organizzazioni sindacali”.
“Siamo in un periodo delicato, ma cruciale, in cui il clima di accusa nei confronti dei lavoratori sanitari ci preoccupa fortemente; manca colpevolmente il racconto sulle condizioni di lavoro, sull’assenza di organizzazione e sulla cronica e storicizzata mancanza di personale. Alcuni strumenti che apparentemente sembrano di controllo, potrebbero invece
“Gli stessi sanitari – prosegue la nota – aspettano da giugno 2022 il pagamento delle prestazioni aggiuntive. E’ proprio l’organizzazione del lavoro che incide sulla qualità delle prestazioni, aumentando così i margini di eventuali errori nell’assistenza ai pazienti, e determinando, nel contempo, l’aumento del rischio lavorativo per i dipendenti. Sono necessarienuove assunzioni, la carenza di personale è evidente a tutti, rivendichiamo l’urgenza di attuare un piano di assunzioni straordinarie volto a soddisfare le richieste dei cittadini e ridurre le interminabili liste di attesa. Vogliamo una sanità pubblica ed efficiente e con servizi di qualità”.
Infine, concludono: “le criticità organizzative, la mancanza di fondi, il ritardo dell’applicazione degli istituti contrattuali- scrivono Baldari e Iuliano- non devono e non possono ricadere sui lavoratori né tantomeno sui cittadini. E’ necessario mettere al centro della sanità pubblica il lavoro, gli uomini e le donne che con abnegazione svolgono un compito difficile e delicato, riconoscere competenze e professionalità, valorizzare i lavoratori. Il sorriso di ogni operatore è evidente e sicuro quando lo stesso viene messo in condizioni di sicurezza e riconosciuto, rispettato, valorizzato, potenziato, formato, e quindi al centro dei servizi e della mission aziendale”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?