La denuncia arriva direttamente dal “Comitato 10 febbraio”, nella persona di Marco Perri, che ha segnalato l’accaduto con un post Facebook, corredato di foto. Nell’immagine si può chiaramente notare come la toponomastica “largo Vittime delle Foibe” sia stata imbrattata con della vernice rossa proprio il 25 aprile, data della Festa della Liberazione. Perri, ha così sottolineato la gravità dell’atto: “si tratta dei soliti soggetti vili che agiscono di nascosto, infatti sicuramente il gesto è stato compiuto nella scorsa nottata. Il Comitato 10 Febbraio nonché l’Associazione Rivolta Ideale esprimono il disgusto e la riprovazione per quanto accaduto. Si tratta di soggetti totalmente privi di valori, di vandali con un’ignoranza crassa, i quali credono in questo modo di alzare il livello dello scontro o di intimorire chissà chi. Il tutto offendendo la memoria dei nostri connazionali infoibati o costretti all’esodo forzato”.
Si tratta dell’ennesimo atto vandalico registrato in città in pochi mesi, sempre ai danni della stessa targa: il 15 febbraio infatti, la scritta “Nas Tito” (il nostro Tito) era comparsa sul muro, in riferimento all’ex Presidente della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, Josip Broz Tito. Anche in questo caso, la denuncia era arrivata dal “Comitato 10 febbraio” e da associazioni e gruppi politici di centrodestra dislocati nell’intera zona cosentina.
Rapani (Fdi): “violenza perpetrata da gentaglia”
A denunciare l’accaduto anche il senatore Ernesto Rapani il quale, sempre sulla sua pagina Facebook, ha condannato il gesto con parole dure: “I nostalgici di sinistra, quelli sì nostalgici, continuano a contraddistinguersi per la loro “tolleranza”. E così a Cosenza – il 25 aprile – imbrattano la memoria delle vittime delle foibe. Solita violenza perpetrata da gentaglia cresciuta a pane e quei “valori” che solo le sinistre sanno tramandare. Solidarietà ai militanti della città e della provincia di Cosenza”.


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