La settimana di sosta, con il deferimento in mezzo, ha fatto sì che sullo Stretto e non solo tenesse banco il “caso Reggina”. Poi è tornato il campionato, l’anticipo di Genova, il recupero di domani a Perugia e, almeno per ora, e forse per fortuna, si parla più di campo e meno di altre questioni che tuttavia vanno affrontate e per cui sono attese novità a breve. Ma intanto sono altre società ad essere interpellate sull’argomento e, come prevedibile, fanno i propri interessi.
Uno di questi è il Presidente del Benevento Oreste Vigorito, che si trova in una situazione di classifica disperata dopo i risultati negativi, l’arrivo di Cannavaro e quello recente di Stellone, ex amaranto. Intervistato dal Corriere dello Sport, è stato interpellato anche sul “caso Reggina” e sul disallineamento tra norme statali e sportive: “è un caso che mette in grave pericolo l’autonomia dello sport – ha detto Vigorito – Non è possibile continuare con vecchie regole che impattano sul nostro ordinamento. Bisognerebbe ripartire da zero e riscrivere norme che contemperino giustizia sportiva e ordinaria. Ma andrebbe rivista anche la ripartizione delle risorse derivanti dalla vendita dei diritti tv. Sono problemi noti, ma gli interessi sono tanti e non conciliabili. Non c’è riuscito nessuno”.
“Se il ministro dello sport Andrea Abodi è l’uomo giusto per risolverli questi problemi? Un professionista che conosce il sistema da dentro e sa che la soluzione non può essere più rinviata. O muore tutto. Indipendenza non significa anarchia. Bisogna che – come si dice a Napoli – si trovi penna, carta e calamaio e si scrivano regole univoche. Come dice il presidente Balata”.
Poi, entrando più nel dettaglio della situazione amaranto, evidenzia il fatto che, a detta sua, la Reggina sia stata avvantaggiata: “chi si comporta in modo onesto fa il suo dovere. Viene avvantaggiato chi viola le regole. La Reggina sta usufruendo di una maggiore disponibilità finanziaria che ha inciso sul piano tecnico. Anche se poi per vincere non bastano i soldi. Le regole vanno riscritte. E debbono essere inequivocabili”. Dichiarazione, quest’ultima, non totalmente veritiera. C’è infatti l’errata convinzione che, non pagando, la Reggina abbia potuto trarre dei vantaggi economici. Ora, a parte il fatto che la società pagherà le scadenze passate non appena otterrà l’omologa del Tribunale, non traendo alcun tipo di vantaggio o corsia preferenziale, ricordiamo che questa situazione ha fortemente compromesso le strategie nel mercato di gennaio, limitando la possibilità di operare oltre certi parametri.


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