Quasi 20 anni fa. E quante cose sono cambiate da allora… Ora gli attaccanti italiani latitano e il c.t. Mancini è costretto a pescare tra gli oriundi, in Argentina, con calciatori che hanno il bisnonno italiano. Una volta, invece, ce n’erano talmente tanti che non potevano giocare neanche tutti. Certo, se fosse stato possibile gli allenatori di allora li avrebbero schierati tutti insieme contemporaneamente, ma Lippi, ad esempio, lasciava in panchina Del Piero, Inzaghi e Gilardino, spesso.
Ma non a tutti stava bene. Nella spedizione tedesca, e vincente, del 2006, l’attuale allenatore della Reggina Pippo Inzaghi voleva giocare di più, e ne nacque una discussione con il c.t. Lippi. A raccontarlo è Fabio Cannavaro, capitano azzurro di allora e ospite su Canale 5 a “Felicissima Sera,” programma condotto da Pio e Amedeo. Una domanda scottante, all’ex difensore napoletano, è legata a possibili liti vissute allora. “Una lite? Forse tra mister Lippi e Pippo Inzaghi, ma neanche una lite, una discussione – ammette Cannavaro – Pippo voleva giocare per forza e il mister faceva le scelte in base a chi stava meglio, ma lui era attaccante e voleva giocare di più, è normale. Al mister lo dovettero fermare. Arrivarono alle mani? Alle mani no, però… diciamo le solite discussioni”.


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