In questi giorni, negli ambienti calcistici reggini, si parla di una possibile unione tra la Pro Pellaro e la ReggioMediterranea. La prima, storica piazza della zona Sud di Reggio; la seconda, un po’ più giovane (perlomeno con la proprietà attuale e col cambio denominazione) e tra quelle che in città sta rubando maggiormente la scena a livello dilettantistico, con un calcio sostenibile, fatto di idee, giovani, strategie e ottimi risultati, come dimostra la Serie D sfiorata nella scorsa stagione.
Sulla questione è intervenuto il Presidente della ReggioMediterranea, Bruno Leo, che ha voluto precisare in riferimento ad alcuni articoli di giornale che riportavano la notizia di una possibile fusione. “Dopo l’articolo destabilizzante di domenica scorsa, a poche ore da una importante partita in ottica playoff, oggi un altro articolo riguardante non solo la nostra Società ma anche tesserati di altre Società, anche loro ancora impegnati nel finale di campionato alquanto complicato”, esordisce Bruno Leo in una nota. “L’unica cosa vera al momento è l’interlocuzione tra i gruppi dirigenziali di ReggioMed e Pro Pellaro, per far ritornare una realtà importante a Pellaro, ormai da troppo tempo impegnata in campionati non consoni al proprio blasone e alla propria storia”.
“È chiaro – continua – che questi matrimoni si fanno in due e solo dopo aver definito le volontà espresse dalle due realtà, si procederà TUTTI INSIEME a tracciare il futuro prossimo e soprattutto a creare un gruppo dirigenziale coeso e disinteressato a tutto quello che non riguarda il calcio giocato. p.s. se già si inizia ad essere invidiati, sentimento purtroppo troppo diffuso a queste latitudini, vuol dire che il progetto è importante!”, conclude.
Il pensiero del Dottor Salvatore D’Aleo, ex rifondatore e Presidente della Pro Pellaro
Non solo il Presidente Bruno Leo, però. Il Dottor Salvatore D’Aleo, rifondatore ed ex Presidente della Pro Pellaro, ha deciso di scrivere alla nostra redazione “per esprimere – si legge – delle personali idee su una paventata fusione calcistica tra la Pro Pellaro e la Reggiomed. Sono, penso, titolato a farlo, da rifondatore della Pro Pellaro ed ex presidente, augurandomi che anche stavolta non vi siano “società che le chiedano di censurare” questo mio articolo”.
“Personalmente – continua – ho sempre detto che la società, che per anni ho anche rappresentato, non merita tale attuale categoria. Si confronta con un Hinterland di 30.000 residenti. Ha una vita sportiva di 103 anni. Negli ultimi cinque anni ha effettuato tre playoff, vinto tre coppe discipline, fatto la serie C col calcio a 5, ristrutturato un settore giovanile, ottenuto dalla lega la Benemerenza, come società storica. Si può vantare di avere domenicalmente oltre 300, in media, presenze di affezionati tifosi. Avrà uno stadio nuovo ed una sede. Manca, ripeto, la giusta categoria. Una società come la Reggiomed potrebbe fornirgliela, assieme a competenze adeguate, alla esperienza qualificata dei suoi dirigenti”.
“Dove impunta il carro?“, si chiede. “A mio parere, nel fatto che sia invece già deciso anche il dopo. Leggo su quotidiani ciò e sinceramente non penso che un giornalista sminuisca la propria professionalità inventando cose non vere od almeno non sentite. Negli ultimi 5 anni, da ambo i lati, vi sono stati personaggi che hanno dedicato tempo e soldi alla causa delle società e svuotare due carrozze che funzionano per fare un carrozzone poco supportato non penso sia una bella idea. L’ideale sarebbe una assemblea di TUTTI, TUTTI i soci che hanno, ripeto negli ultimi 5 anni, contribuito, chiedendo in modo preliminare cosa ne pensano e come nel caso volessero fosse allestito il nuovo soggetto, magari pensando anche a qualcosa di moderno ed integrativo, ad un azionariato ,sul tipo attuato dal Lebwoski, società dilettante di Firenze”.
“Poi vengono i tecnici, poi le secondarie soluzioni. Mi creda, una scelta portata avanti da pochi ed in modo predefinito, creerebbe in antitesi solo altre inutili mini carrozze, (vedi, scusandomi per l esempio, i casi recenti di Lamezia, Vigor Lamezia, Sambiase, Promosport…), inutili nell’ottica di un progresso sportivo della nostra comunità. Penso che quanto da me espresso risulti chiaro. Spero venga recepito. Grazie per la sua attenzione”, conclude.


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