Sin dal suo arrivo, il nuovo patron della Reggina Felice Saladini ha deciso di interessarsi della questione stadio “Granillo”. Come spiegato anche nel corso del pranzo con la stampa di venerdì scorso, la crescita di una società passa anche dalle infrastrutture. Una di queste è proprio relativa all’impianto di Via Galileo-Galilei, oggetto di ristrutturazione da parte del club, in concerto col Comune. E proprio al Comune la società presenterà un progetto, che già sta preparando avvalendosi di alcuni esperti. Ma, a Reggio Calabria, non tutti sono d’accordo. Non lo è Enzo Caracciolo, cittadino e lettore di StrettoWeb che ha inviato una lettera alla nostra redazione dicendosi “avverso” alla ristrutturazione.
“Gent. Direttore – si legge – Scrivo come cittadino di Reggio Calabria, profondamente innamorato di questa città ma avvilito dalle condizioni materiali e immateriali cui è arrivata. Voglio precisare che ho sempre, nella mia vita, rifiutato la raffigurazione del “piagnone”; al contrario, rispetto alle tante problematiche sollevate, ho cercato di individuare le migliori e/o possibili soluzioni praticabili. Questa premessa, sempre attuale, mi serve per affrontare le specifiche vicende che riguardano lo stadio “Granillo” della nostra città. Lo spunto che è nato in me, è scaturito da notizie, a mezzo stampa, su una possibile ristrutturazione dell’attuale stadio, su cui anche la stessa dirigenza della Reggina ha chiaramente preso posizione. Dico subito che trovo illogico che su un argomento che tocca la sensibilità dei cittadini, come tifosi e appassionati, viene a mancare proprio la partecipazione della cittadinanza. Potrei parlare dell’attuale collocazione dello stadio e delle innumerevoli difficoltà logistiche che vivono i tifosi ma anche il resto della popolazione”.
“Mi permetto su questo argomento – prosegue – di portare “memoria”, che è passata nel dimenticatoio, salvo che essere attualmente necessaria. Schematizzo le varie argomentazioni che, in ogni caso, sono debitamente documentate, ben sapendo che il mio tentativo è quello di aprire una discussione pubblica, di merito e di contesto. Intendo illustrare la mia avversione rispetto all’ipotesi di ristrutturazione del Granillo. Ricordo come ormai è consolidata una collocazione degli stadi all’esterno della cintura urbana delle città, trovando grandi spazi provvisti di servizi e di mobilità che non interferiscano con il normale scandire della vita cittadina. Alla luce di tutto ciò, scaturisce il concetto poco praticabile della ristrutturazione dell’attuale stadio e la creazione di apposite attività per creare un ritorno indotto economico”.
“Le stesse dichiarazioni del Sindaco f.f. Brunetti e della dirigenza della società sembra che siano già proiettate anche verso la futura gestione con una previsione di concessione almeno trentennale. Ritorno indietro nel tempo ricordando come, a suo tempo, furono avviate tutta una serie di atti concreti che portarono all’indicazione di costruire un nuovo stadio e vari impianti sportivi nella pianura di Gallico. L’iter si spinse a tal punto che il comune affidò la progettazione di massima che fu depositata presso il Comune, dove giace in qualche cassetto. Potrei anche parlare di quante opportunità finanziarie sono state perse, per questo spero che si possa riaprire una discussione che aveva indicato l’area di Gallico, alla luce del piano strutturale comunale dell’epoca, come la zona più idonea per il nuovo stadio. Faccio appello a tutta la città a voler innescare tutto quanto necessario per avere un nuovo stadio, creando forme di aggregazione per l’intera zona nord della città e poter offrire una dimensione per davvero “metropolitana” della nostra città. Sono disponibile a qualsiasi confronto di merito, portando conoscenza verso un’altra opportunità che la nostra città non dovrà perdere”, si chiude la lettera.


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