“Quand’ero in casa senza panchina applaudivo il Napoli di Sarri dal mio divano“. Luciano Spalletti omaggia il passato del Napoli, il momento in cui dopo il ritorno in Serie A e i primi anni a buon livello, i partenopei hanno fatto il salto di qualità in termini di dimensione europea, di stile di gioco, di obiettivi.
Sulla buona base creata dall’ex Reggina Walter Mazzarri, Maurizio Sarri ha saputo raccogliere il testimone e portare gli azzurri a un livello superiore con il suo acume, la sua cura maniacale per gli schemi e l’aspetto tattico. Dopo la parentesi complicata di Ancelotti, Spalletti ha portato Osimhen e compagni prima a dare fastidio alle milanesi nella passata stagione, poi a staccarle di 18 punti. Un vantaggio che a Napoli permette di mettere da parte anche la scaramanzia.
E oggi, alla vigilia di Napoli-Lazio, con metà scudetto in tasca e l’altra metà da cucire con ago, filo e certezza matematica, Spalletti omaggia il suo prossimo avversario, quel Maurizio Sarri dal quale il suo Napoli ha preso forma.
“È vero che ci portiamo una cultura di lavoro, un modo di stare in campo di chi c’era prima, tra allenatori e calciatori. Sarri ha delle cose che sono simili, ci piace andare in tuta a entrambi, poi abbiamo l’idea di voler fare la partita, comandare il gioco. – ha dichiarato Spalletti in conferenza stampa – Il possesso palla è stato un tema dell’ultimo periodo, ti dà la possibilità di decidere dove andrà la partita. Poi è fondamentale alternare ritmi e dimensioni del possesso, alzarsi e verticalizzare quando vengono a prenderti.
Secondo me Sarri è stato un Masaniello dal punto di vista calcistico, si è reso capopopolo di una rivolta del modo di vedere il calcio. Quando ero a casa, sceglievo sempre di vedere il suo Napoli ed ero in piedi ad applaudire la sua squadra. Non mi importa se è meglio o peggio, io ho preso quello che volevo prendere. Sui campi di Castel Volturno ci sono ancora delle linee di passaggio degli allenamenti di Sarri. A me non frega fare paragoni”.
La grande differenza con il Napoli di Sarri arriverà a fine campionato: lo Scudetto. Quello di Sarri rimase ‘in hotel’. “Scudetto perso in albergo dal Napoli? Io prendo me come obiettivo per le cose che non vanno, non gli altri. Io gioco le mie partite, gli altri le loro. Vero che ho fatto delle sostituzioni che hanno determinato, però che io sia il responsabile di tutto quello che avete fatto voi non credo. Scelgo sempre me come responsabile per le cose che non vanno. Io non do le responsabilità a nessuno, ma solo a me stesso, per non aver segnato, per l’atteggiamento. Non sono io il responsabile, voglio ribadirlo“, ha concluso Spalletti.


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