Da #ReggioNonSiLega a Majorino: vergogna e imbarazzo nel Pd, Falcomatà adesso cambierà partito?

Majorino e le offese alla Calabria sono razzismo puro: il Pd sta tirando fuori il suo vero volto e i calabresi dovrebbero prederne atto

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Pierfrancesco Majorino è attualmente l’uomo di punta del Pd nella regione più economicamente avanzata d’Italia, la Lombardia. Si presume dunque che il Partito democratico – se questa locuzione significa ancora qualcosa – creda fermamente in lui. Ma viene da chiedersi come sia possibile. Perché le cose sono due: o questo è un razzista travestito da democratico, o è uno pseudo democratico che non sa di essere razzista.

La Regione Lombardia non è la Calabria, è una regione che ha tante potenzialità, è una Regione che ha grandi potenzialità, un sacco di gente che si dà da fare, ha tante persone nel territorio impegnate in progetti sociali e culturali”. Ah, invece noi qua in Calabria no! Noi siamo belli freschi. Nuotiamo nell’oro senza fare nulla dalla mattina alla sera. L’unico impegno fisso quotidiano sono le passeggiate da fare sul corso Garibaldi giusto per passare un po’ il tempo. Il pane a casa non lo portiamo nemmeno. Tanto noi campiamo di sole, di mare e di aria dello Stretto.

E pensare che questa nostra città, Reggio Calabria, si è lasciata intortare per ben due volte dal Pd, con la scusa del “non scegliete la Lega perché sono razzisti”. E invece guarda un po’: la pecora si fa lupo, come si suol dire. Giusto due giorni fa l’ex sindaco Falcomatà ha pubblicato sui social un post contro l’autonomia differenziata. Ma non solo. Proprio Falcomatà, con la campagna “Reggio non si lega”, ha vinto le elezioni non perché lo meritasse ma perché ha sbandierato lo spauracchio del razzismo leghista. Eppure, proprio il suo partito, il Pd, che è lo stesso che oggi critica la destra per l’autonomia differenziata, ha scelto tra i suoi maggiori esponenti un Majorino qualsiasi, ovvero uno che dice “noi qui siamo gente che lavora, non come in Calabria”. Alla stregua del peggiore dei razzisti, tanto che persino Rosa Parks resterebbe allibita e senza alcuna dimostrazione attivista da poter mettere in atto di fronte a cotanta idiozia.

Il Pd, lo ricordiamo per i più disattenti, è lo stesso partito che critica la Lega perché vuole il Ponte sullo Stretto. Un ponte che, è lapalissiano, farebbe da volano per l’economia di due regioni che sono attualmente fanalino di coda di questo Paese, e lo sono loro malgrado, nonostante qui la gente si dia da fare, eccome! La Lega che Falcomatà ha descritto come il male assoluto non esiste più da almeno un paio di decenni, e attualmente è il centro-destra a fare per il Sud quello che il Pd fa solo a parole. 

Un Pd che adesso si rivela anche razzista, avendo puntando tutto su un personaggio come Majorino. Il quale ora sta provando pure a chiedere scusa, ma la pezza è decisamente peggio del buco. Ogni calabrese degno di questo nome tesserato con il Pd dovrebbe fare un passo indietro. A partire da Falcomatà, che per coerenza con quanto affermato fino ad ora dovrebbe dimettersi per protesta. Vergognandosi del suo stesso partito.

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