E’ uno dei quattro nuovi arrivati nella sessione di gennaio, uno dei tre ufficializzati l’ultimo giorno di mercato. Emanuela Terranova è arrivato a Reggio Calabria da Bari con l’obiettivo di rinforzare una difesa vittima di qualche amnesia nelle ultime settimane. Già molto esperta, la retroguardia potrà adesso contare su un ulteriore tassello esperto e di garanzia, con alle spalle una lunga carriera tra Serie A e B e tra Sassuolo, Frosinone, Cremonese e Bari. Il nuovo calciatore della Reggina è stato presentato questo primo pomeriggio presso il centro sportivo Sant’Agata, rispondendo alle domande dei giornalisti insieme al Direttore Sportivo Massimo Taibi. “Siamo qua per presentare Emanuele, conosciamo tutti il suo valore e il suo passato. Porterà la giusta esperienza, rafforzerà un reparto amalgamato e siamo contenti di averlo con noi. Quando ho avuto la possibilità di sapere che Emanuele poteva spostarsi da Bari abbiamo trovato l’accordo in 5 minuti, questo mi ha fatto piacere e sapete come la penso”, ha detto il Direttore.
Poi è la volta del difensore: “ringrazio Taibi, la proprietà e il mister, se oggi sono qua è grazie a loro. Ho voluto fortemente questa società, perché voglio ancora mettermi in gioco, ho tanto da dare, voglio dare una mano alla Reggina. Ho trovato un gruppo coeso, sin dal primo giorno, a parte che i ragazzi mi hanno accolto benissimo, poi ho respirato una bella aria, magica. Vengo in uno spogliatoio in cui c’è gente con cui ho già giocato, poi c’è gente brava, forte. Il gruppo darà tante soddisfazioni. Ho parlato con Bellomo e Folorunsho, mi hanno detto che qua si sono trovati benissimo, che è una piazza bellissima, ma di questo non avevo dubbi, ogni volta che sono venuto da avversario ho notato il bel pubblico come a Bari”.
“A Palermo ho visto una Reggina propensa a giocare, abbiamo sofferto pochissimo, se non niente. Ci sono stati due rigori, poi durante una partita ci sono delle situazioni da gestire, peccato perché non meritavamo la sconfitta. Io pronto a entrare? Sì, dopo il pari il mister voleva mettersi a 3, togliendo Majer, ma abbiamo subito gol in quella frazione e sono tornato a sedermi. Come superare il momento? A me hanno sempre insegnato che quando arrivano le sconfitte l’unico modo di lavorare è il campo, durante la settimana, durante gli allenamenti. E’ lì che si correggono le minime cose, perché i particolari fanno la differenza”. E sui piazzati, lui che è un rigorista: “ci sono le gerarchie, io non ho bisogno di tirarli, lasciamo il compito agli attaccanti, il mio compito è difendere”.
Sulle differenze con il Bari: “il Bari gioca soprattutto sulle ripartenze, con gente come Folorunsho e Cheddira, sono compatti dietro e cercano la ripartenza. Qui invece sono arrivato da poco, ci sono caratteristiche diverse. Penso che la Reggina rispetto al Bari prediliga il gioco, però sugli esterni c’è gente di gamba come Rivas, Canotto, Cicerelli. Il mister mi ha detto di portare la mia esperienza in campo, di farmi sentire quando c’è da farsi sentire”.
Infine un passaggio sulla sua carriera: “in Serie B avevo fatto 11 gol a Sassuolo con Di Francesco, è stato l’anno della consacrazione, ma in Serie A ho avuto un brutto infortunio al ginocchio destro e poi al sinistro. Un po’ mi ha limitato, ma la mia forza è stata sempre quella di rialzarmi, poi ho vinto altri campionati e mi sono fatto valere. Ringrazierò mio fratello a vita, nel 2010-2011 fu lui a mettermi sulla retta via. A lui devo tanto, fin da piccolo mi ha inculcato questo sport, il calcio. Lui ora allena in Eccellenza, all’Akragas, ma anche fatto la D”.


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