Nato nello Stretto, lo Stretto ha fatto parte anche del suo percorso calcistico. Originario di Messina, cresciuto nel Giardini Naxos, a 21 anni passa nell’altra sponda, dopo le esperienze con Treviso, Genoa e Salernitana. Giovanissimo, Antonino Ragusa conosce la Serie B, con la Reggina, e fa un figurone. Oltre 30 presenze, 7 reti e un futuro roseo, ma le strade tra lui e gli amaranto si separano. La Reggina conosce l’oblio, lui girovaga tra Serie A e B. Le ultime annate, però, i destini tornano a incrociarsi, ma non se ne fa nulla. A gennaio l’attaccante torna nella sua Messina. E la Reggina?
Nel corso dell’intervista esclusiva concessa a StrettoWeb, in cui parla ovviamente di presente e della sua nuova avventura in terra natìa, c’è spazio anche per un passaggio su presunti contatti con il club dello Stretto, lui che ha la famiglia a Reggio Calabria. “In questi ultimi anni – ammette – la Reggina mi ha sempre cercato, con il ds Taibi. Per un motivo o per un altro, però, non siamo riusciti a concludere. In questi mesi in cui sono rimasto fermo, invece, non so se c’è stato qualche contatto col mio procuratore. La Reggina ora ha cambiato proprietà, ha una solidità societaria, ha un bravo allenatore, un bravo direttore. Ci sono tutti i presupposti per far bene. Mi avrebbe fatto piacere? E’ una piazza ambita, sarebbe stato bello, ovviamente, così come sarebbe stato bello in qualsiasi altra piazza della B”.
Ma ora il futuro si chiama Messina e lui si è tuffato dentro al progetto con anima e corpo, spiegando a chiare lettere che non era sua intenzione elemosinare niente a nessuno. I riferimenti al passato amaranto, però, riecheggiano, anche se messi a confronto col presente. La sua annata sullo Stretto, 2011-2012, vide una gran partenza con Breda in panchina: girone d’andata da playoff, poi il crollo nel ritorno. Normale, a questo punto, chiedere se possano esserci parallelismi con la stagione attuale, anche se ancora è tutto da decifrare: “a livello di rosa – dice Ragusa ai nostri microfoni – sia allora che oggi c’è un grande organico in tutti i reparti. Quello che succede durante la stagione, però, è imprevedibile, si rischia di entrare in dei tunnel dove si crea malumore, neanche noi allora abbiamo saputo dare una spiegazione a quanto accaduto. Quest’anno non so quello che potrà succedere, ma credo che riusciranno a risollevarsi”.


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