Lunga intervista della Gazzetta dello Sport all’allenatore della Reggina Pippo Inzaghi. Il tecnico amaranto ha spaziato dal passato recente (l’estate a Formentera e l’incontro con Saladini), passando da Brescia e da Benevento, di cui ha bei ricordi e che ritroverà domenica insieme all’ex compagno campione del mondo Cannavaro. Coi sanniti, però, “non era stato un addio serenissimo – ammette Inzaghi – ma poi abbiamo chiarito. In A meritavamo di salvarci, sono successe cose che ci hanno innervosito, la retrocessione non è dipesa solo da noi. Ma il presidente Vigorito, dopo i miei genitori, è stata la prima persona a cui ho detto che sarei diventato papà. Rivedo il suo entusiasmo in Saladini, mio attuale proprietario. Ho sempre nel cuore Benevento e anche Venezia, dove due sabati fa sono stato accolto benissimo”. Su Brescia invece: “quando vieni esonerato due volte in zona Serie A con una pec, senza una telefonata, violando una clausola, è ingiusto. Forse erano in imbarazzo anche Cellino e il d.s. Marroccu per quella decisione, non so”.
E poi c’è Reggio, il nuovo presente: “se mi aspettavo la Reggina seconda? Se dico di sì sarei bugiardo”. E poi i retroscena in vacanza: “quando a Formentera ho conosciuto Saladini mi è tornata la voglia di allenare. Dopo Brescia ero giù. Mi ha telefonato il presidente Cardona, poi mi ha cercato lui e tre ore dopo era da me a cena. Ha toccato le corde giuste anche con la mia compagna Angela. Ho chiesto un triennale perché questo deve essere l’anno zero, poi dovremo puntare ai playoff e infine vincere. Ora siamo lì, non ci esaltiamo: ci sono avversari fortissimi. A Reggio Calabria c’è un pubblico da A, con un entusiasmo da cavalcare, sapendo però che è facile cadere. Anche Saladini trascina, a volte sono io che devo calmarlo”. E domenica il patron se l’è portato a Lamezia: “ci teneva che andassi a casa sua e mi sono quasi… autoinvitato! E poi sono due squadre che giocano con il 4-3-3 come noi, c’è sempre da imparare”. Sulla città: “fino a pochi giorni fa c’erano 25-26 gradi, ho una casa sul mare e spesso passeggio con Angela ed Edoardo sul lungomare. Qui si sta benissimo. Avere i miei genitori lontani è forse l’unico dispiacere”.
Sui singoli, da Menez a Fabbian: “Santander è infortunato, ho Menez e punto su di lui. Siamo il miglior attacco perché portiamo tanti giocatori dentro l’area, ma andando avanti potremo usare due punte come a Venezia nella ripresa. Jeremy mi conosce, sa che la cosa più importante è il gruppo. Al Milan con me fece 16 gol, giocava come adesso da centravanti. Appena arrivato a Reggio l’ho tenuto 10 giorni a parte a correre. Poi si è messo a disposizione ed è stato impeccabile, è perfetto e i compagni riconoscono il suo valore. In B pochi ti fanno vncere da soli, forse solo Coda e Lapadula. Fabbian? Bravo il nostro direttore Taibi a prenderlo. Il suo agente e Baccin dell’Inter hanno voluto che venisse qui perché con me le mezzali fanno gol. Io non lo conoscevo, Simone un pochino, ma dopo due giorni l’ho messo titolare in Coppa Italia con la Sampdoria e ha dimostrato di essere forte, al di là dei 4 gol”. E a proposito di Inter e del fratello Simone, Inzaghi conferma l’amichevole di dicembre: “faremo un’amichevole con l’Inter sotto Natale. Ma prima, visto che lui rientra da Malta il 9, spero che almeno a Como l’11 riesca a venire…”.


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