Chi l’ha detto che il numero 13 porta male? Dipende da che lato lo si guardi. Può essere segno di iattura (l’anno scorso) oppure sinonimo di buone sensazioni, di sogni, magari. Chiedetelo alla Reggina, ad esempio, che nel giro di 12 mesi ribalta tutto. La scorsa stagione, la giornata numero 13 fu quella della svolta, ma in negativo. A quella gara gli amaranto di Aglietti ci arrivarono con 22 punti, come ieri. Nelle prime posizioni, in fiducia, e con il gol di vantaggio di Montalto al Granillo contro una Cremonese di Pecchia che ancora doveva acquisire la consapevolezza di poter fare il salto. Poi, dopo il quarto d’ora dell’intervallo, cambia tutto. I grigiorossi la ribaltano, sbancano Reggio e cominciano la scalata verso la A. La Reggina, invece, ne comincia un’altra, di scalata, ma verso i bassifondi, con il clamoroso blackout durato tre mesi, gli esoneri di Aglietti e Toscano e la “medicina” Stellone.
E quest’anno? E, niente, quest’anno il 13 porta bene, almeno per il momento. Per uno strano segno del destino, infatti, la Reggina arriva alla 13ª giornata sempre con 22 punti, con altrettanto consapevolezze di 12 mesi fa, seppur diverse. Il finale? Questa volta è positivo. La Reggina “inverte” i tempi rispetto a un anno fa: malissimo il primo, con il Venezia in vantaggio; ottimo il secondo, con la rimonta che vale l’1-2 finale, proprio come l’anno scorso fu per la Cremonese al Granillo. Quella gara segnò la svolta per entrambe. E la partita di ieri, invece? Lo scopriremo tra non molto. Di certo, però, a chi vi dice che il 13 porta male, non credete. O, almeno, abbiate la pazienza di aspettare un anno.


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