Si è celebrata presso le aule della Corte d’Appello di Reggio Calabria l’udienza a carico di G.T. classe ’96, detenuto presso il carcere di Arghillà dal mese di maggio dell’anno 2021 a seguito del suo arresto per i noti gravi disordini in pieno centro città sfociati in un accoltellamento di un giovane nei pressi di piazza Sant’Agostino. Il coltello sporco di sangue venne poi rinvenuto dalla PG in un cassonetto dei rifiuti ove era stato occultato dall’imputato. Al Sig. G.T. dunque venivano contestati i reati di estorsione aggravata e lesioni gravi aggravate.
Nel giudizio di primo grado l’imputato, difeso di fiducia dall’Avv. Giuseppe Gentile del Foro di Reggio Calabria, veniva mandato assolto lo scorso febbraio per il reato di estorsione ma condannato per quello di lesioni aggravate per l’accoltellamento di un coetaneo.
La difesa proponeva appello contro la predetta condanna e, a seguito di parere favorevole del PG, presentava richiesta di concordato in appello ottenendo ieri la riduzione della pena ad anni 2 mesi 4 di reclusione, basata anche sulla proposta risarcitoria per i danni derivanti dal suo comportamento inviata dal detenuto alla vittima. Contestualmente la difesa formulava in aula istanza di revoca della misura carceraria.
La Corte d’Appello, in accoglimento dell’istanza del legale, disponeva la sua immediata scarcerazione con obbligo di divieto di dimora presso il Comune di Reggio Calabria “per tutelare le esigenze cautelari con allontanamento dell’imputato dal circuito criminale nell’ambito del quale sono maturati i reati per cui si è proceduto”.


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