Lo stadio pieno, la voglia di riscatto dopo il 3-0 subito all’andata, l’onda emotiva del successo per 2-0 sulla Juventus: gli ingredienti per una delle grandi notti di Champions League targate Milan c’erano tutti, ma l’atmosfera è precipitata dopo appena 18 minuti. Il Chelsea sfonda con Mount che entra in area, Tomori gli mette le mani addosso nel tentativo di limitarlo e ci riesce, il tiro dell’inglese è spuntato. Proteste? Nessuna, l’arbitro non ne dà nemmeno il tempo: fischio, rigore e rosso diretto al difensore del Milan. Una decisione molto dubbia, in grado di generare forti polemiche e condizionare non solo la gara del Milan, ma l’intera gestione della partita.
Dopo il gol di Jorginho dagli 11 metri, infatti, la partita sale di intensità e fioccano cartellini gialli alquanto rivedibili, molti dei quali sventolati ai rossoneri. Il Milan non perde la calma, resta in partita mentalmente e anche fisicamente, netto passo in avanti, sotto questo punto di vista, rispetto alla gara d’andata nella quale il Chelsea sembrava andare a doppia velocità. L’ex Aubameyang, che al Milan non è stato mai valorizzato a dovere, decide di sottolineare il suo disappunto bissando la rete dell’andata con il gol dello 0-2 che di fatto congela la gara.
I ragazzi di Pioli continuano a spingere, vanno vicini al gol più volte con le occasioni capitate a Giroud e Dest, si fanno pericolosi a sinistra con Leao, ma non riescono a far male alla retroguardia inglese. Il Chelsea passa 0-2 a San Siro, girone apertissimo alla luce dell’1-1 fra Salisburgo e Dinamo Zagabria. Per il Milan l’imperativo è vincere le gare che mancano per evitare calcoli e brutte sorprese.
Girone E
- Chelsea 7
- Salisburgo 6
- Milan 4
- Dinamo Zagabria 4


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