Di mister Inzaghi abbiamo imparato qualcosa, in questi mesi. La prima è che in conferenza stampa difficilmente si sbilancia sulla formazione del giorno dopo, nascondendosi tra frasi criptiche e giri di parole; la seconda è che – a meno di gravi momenti di crisi – non rivoluziona mai lo schieramento tipo, facendosi condizionare poco dall’esterno. Nella settimana che precede Cagliari-Reggina, diverse sono state le analisi relativamente a un Cionek sottotono, a un Colombi così così, a un Hernani in difficoltà nel fare filtro, con la richiesta di possibile inserimento di gente come Crisetig, Canotto, Gori. Nella seduta del martedì aperta a stampa e tifosi, di indicazioni ne ha però date poche in tal senso, mischiando le carte.
L’impressione è che si prenda tutto il tempo, fino a domattina, per alcune scelte-chiave, soprattutto in mezzo (avvicendamento Crisetig-Hernani, con Majer a destra). Anche se ieri, a precisa domanda sulla possibilità che il centrocampo Fabbian-Majer-Hernani sia sostenibile, ha risposto tranquillamente di sì, demandando a un problema di distrazione e disattenzione più che a un problema di disposizione tattica. Dall’altro lato, c’è da attendersi un Cagliari – a differenza delle ultime avversarie – probabilmente più “aperto”, che proverà a giocare e quindi a lasciare quegli spazi tanto cari a una Reggina rapida e dinamica. Per questo, oltre a Crisetig, l’altro ballottaggio forte dovrebbe essere quello tra Canotto e Ricci, con il primo favorito. Menez, invece, potrebbe andare verso la conferma.


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