Sinopoli, il caso della processione: “ripudiamo la mafia, ma siamo un paese senza voce”

Attraverso un'altra lettera aperta, un folto gruppo di cittadini di Sinopoli ha deciso di non arrendersi e tentare di arrivare al cuore di quello Stato e di quella Chiesa dai quali si sentono abbandonati

L’episodio accaduto qualche giorno fa a Sinopoli in occasione della processione di Maria SS. Addolorata fa ancora discutere. Si tratta di una ferita aperta e sanguinante nel cuore dei sinopolesi che non vogliono arrendersi alla delusione, al tradimento subito da parte di uno Stato che, lungi dal voler combattere, loro invocano a gran voce per avere giustizia e affinché le discriminazioni subite non debbano ripetersi.

Un gruppo di cittadini ha deciso così di rivolgersi alle massime cariche religiose e civili del territorio, ovvero il vescovo Francesco Milito, e il Questore, Bruno Megale, scrivendo una lettera aperta. La richiesta, in sintesi, è semplice: i cittadini di Sinopoli chiedono di essere ascoltati e compresi, perché quando accaduto possa non ripetersi ancora. La speranza è che le istituzioni comprendano il dramma personale e l’umiliazione vissuti da un’intera comunità, soggetta a pregiudizi e limitazioni imposte anche a chi ha sempre rispettato le regole.

Di seguito riportiamo la lettera giunta alla nostra redazione:

Noi cittadini di Sinopoli indignati e sfiduciati, a pochi giorni dalla processione di Maria SS. Addolorata di Sinopoli, celebrata giovedì 15 Settembre 2022, e dopo molte riflessioni su quello che abbiamo visto, e avremmo voluto non vedere, e su quello che non abbiamo visto, e avremmo voluto vedere, sentiamo il dovere e abbiamo il diritto di dare voce ai nostri pensieri e preoccupazioni, ma soprattutto abbiamo il diritto di manifestare tutta la nostra indignazione e la profonda tristezza per quanto occorso in occasione della nostra tradizionale Processione, e per come viene generalmente considerata e trattata la comunità di Sinopoli, per la gran parte fatta di gente onesta, perbene, che lavora con dignità ed eccelle negli studi, che ripudia la mafia e non nega l’esistenza di situazioni di delinquenza comune e organizzata“.

Sinopoli, lo ricordiamo, esce da una seria crisi dovuta allo scioglimento dell’amministrazione comunale, come avevamo scritto su queste pagine il 15 giugno scorso. In quell’occasione, ricordano i cittadini nella missiva, “è stato nuovamente sciolto il Consiglio Comunale ed il Presidente della Repubblica ha nominato la dott.ssa Sara Ferri commissario straordinario per la provvisoria gestione del Comune, con i poteri spettanti al Consiglio, alla Giunta ed al Sindaco. Leggiamo nel decreto di nomina che la dott.ssa Ferri è viceprefetto aggiunto in servizio presso la Prefettura di Reggio Calabria,
quindi, non proviene da lontano o da fuori Provincia o Regione. Ecco, nel giorno di festa per il paese di Sinopoli, in segno di attenzione e rispetto verso questa Comunità tanto sventurata, avremmo voluto vedere la dott.ssa Ferri,
nella sua funzione di rappresentante del Comune e della Prefettura, alla guida del corteo e della processione, come succede in tutte le processioni, e come è successo, con il nostro plauso e piacere, il giorno successivo, il 16 settembre 2022, nel vicino paese di Sant’Eufemia d’Aspromonte, anch’esso governato da un commissario prefettizio.

Abbiamo provato sincera gioia nel vedere, in quel paese, il rappresentante del governo omaggiare la statua della Santa e capeggiare il corteo religioso, quale autorità civile, con la fascia tricolore. Nulla di tutto questo è avvenuto a Sinopoli, né l’otto settembre, giorno della Festa di Maria SS. delle Grazie, né il 15 settembre, nel giorno della festa di Maria SS. Addolorata. La presenza del Commissario non solo sarebbe stata sintomatica dell’attenzione dello Stato verso la comunità di Sinopoli, ma avrebbe maggiormente garantito, quantomeno sul piano dell’immagine, l’ordine pubblico. Ed avrebbe indubbiamente evitato quello che abbiamo visto.

Perché noi cittadini, mamme, studenti, lavoratori, bambini, anziani, abbiamo assistito ad una Processione “sotto assedio”, con una statua scortata, a tratti “blindata”, con ordini più o meno diffusi ed indifferenziati di non indossare le magliette con l’immagine sacra e comandi di allontanamento dalla statua. Evidenziamo subito che non siamo di quelle persone che non amano osservare le regole, ma queste devono essere giuste e avere uno scopo. Ci chiediamo quale sia stato lo scopo di una Processione così “attenzionata” da Carabinieri e Polizia; quali reati, quali condizionamenti, quali infiltrazioni potevano commettere ragazzi, giovani e uomini, già indicati dal parroco e conosciuti o conoscibili a mezzo della lista inviata alle autorità, secondo le disposizioni discutibili della Curia – che arrivano ad accomunare mafiosi e ‘ndranghetisti conclamati a persone che hanno sbagliato nella vita per reati comuni e che allontanano persino i congiunti innocenti degli uni e degli altri -, al momento dell’inizio della processione dalla chiesetta dell’Addolorata?

Ci chiediamo quale sia stato lo scopo del divieto di fuochi pirotecnici, in un paese montano, in via di spopolamento, che conta due uniche festività mariane, che i bambini, che si affacciano al mondo, gli anziani, che sentono vicina la fine, gli ammalati o i disabili avevano il diritto di vedere a conclusione della piccola festa paesana? Qual è stato il fine di una processione che si è svolta non nella gioia e nella letizia, ma nella paura di essere denunciati, annotati, osservati sol perché ci si avvicinava alla Statua per il tradizionale omaggio?

Nessuno dimenticherà mai a Sinopoli l’immagine della Madonna dell’Addolorata che entra nella chiesa della Madonna delle Grazie con la scorta dei Carabinieri dietro, avanti ed ai lati. Forse qualcuno avrebbe danneggiato la statua, l’avrebbe rubata e portata via sotto gli occhi dei fedeli? Rivolgiamo, con molta umiltà, questi interrogativi a sua eccellenza il Vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi e a sua eccellenza il Questore di Reggio Calabria. Al primo che forse dimentica che Dio, nostro Salvatore, vuole che tutti gli uomini siano salvati; a Lui che dovrebbe occuparsi di controllare prima di ogni cosa l’effettività e la profondità delle catechesi nei nostri territori e l’autenticità cristiana di chi è al servizio della Chiesa nonché cosa veramente si fa a Sinopoli per avvicinare i giovani alla Chiesa e non di allontanare i peccatori tutti che chiedono grazia o cercano redenzione.

Chiediamo al sig. Questore se era davvero necessario spiegare tutte quelle forze e sprecare così i soldi pubblici che sono anche dei Sinopolesi onesti per scortare una statua. Vorremmo sapere perché, sua Eccellenza, la comunità di Sinopoli non ha diritto a fare festa e perché sono stati vietati i fuochi pirotecnici che Lei avrà visto certamente in altre realtà della nostra Provincia, a Scilla per San Rocco, a Reggio per la Madonna della Consolazione e così via.

In attesa di una risposta, vi diciamo che il 15 di settembre 2022, noi Sinopolesi avremmo voluto onorare la Madonna, come si fa in tutti gli altri paesi, con gioia e serenità; avremmo voluto accoglierLa fuori dalla chiesa senza paura e avremmo voluto, al suo rientro in chiesa, almeno una preghiera collettiva, un saluto finale, una benedizione, un canto liberatorio. Infine, vi diciamo che il torto più grande è stato fatto alla gente di Sinopoli, ai suoi bambini e ai suoi anziani che non hanno fatto altro che chiedere il perché di una processione scortata in un Paese che è senza voce. Alcuni Sinopolesi indignati”.