Il Circolo “Gli amici della caccia” chiede alle Associazioni Venatorie di voler istituire “un gruppo apposito di guardie venatorie che possono essere di ausilio alle Forze dell’ordine per contrastare i fenomeni di disturbo all’attività venatoria nonché di vandalismo e danneggiamento perpetrato da gruppi pseudo animalisti a danno dei cacciatori durante l’esercizio dell’attività venatoria. Purtroppo le azioni di disturbo e di danneggiamento da parte dei predetti gruppi sono all’ordine del giorno, avvallati dall’uso dei social networks dove tali atti criminali vengono diffusi e rivendicati da ormai note sigle animaliste appartenenti alle frange estremiste. Il cacciatore è da anni ormai una figura sociale bistrattata e vittima non solo di una campagna politica contraria all’attività venatoria e alla detenzione di armi da parte di determinati politici, ma anche come detto e si ribadisce di soprusi e atti delinquenziali da parte di sedicenti associazioni animaliste e non solo. Atti che vanno dal danneggiamento degli appostamenti fissi e dal disturbo di eventi quali fiere sagre e manifestazioni rurali o cinofile nel Nord Italia fino ai furti o rapine a danno dei cacciatori durante l’esercizio venatorio da parte di malviventi locali nella fattispecie in provincia di Reggio Calabria.
A tal uopo urge tra l’altro una riforma del Codice Penale introducendo, così come proposto già in passato da alcuni partiti vicini al mondo venatorio e avente come primo firmatario del disegno di legge l’allora Senatore Valerio Carrara (PDL) l’art.660 bis c.p. che introduce il reato di “turbativa, di ostacolo ed impedimento agli atti di caccia e pesca” e all’attività degli impianti di cattura della fauna selvatica. “Caccia e pesca”, spiega il senatore del Pdl Valerio Carrara, primo firmatario del disegno di legge, “condizionano la vita dell’uomo da tempo immemorabile: per secoli la sopravvivenza della specie umana è stata garantita proprio dalle catture degli animali selvatici e dei pesci”. Oggi caccia e pesca non sono più una questione di mera sopravvivenza, ma hanno assunto “valenze di segno diverso: sono”, sottolinea Carrara, “un patrimonio culturale tramandato di padre in figlio. La caccia, in particolare è elemento di una tradizione legata fortemente alla terra e ai valori della ruralità”. L’attività venatoria inoltre, insiste Carrara, è divenuta un efficace strumento di regolazione della fauna attraverso una serie mirata di interventi “che non si estrinsecano più, come in passato, esclusivamente in azioni di prelievo di animali dall’ambiente”. Ma c’è, attacca Carrara, “chi è ideologicamente contrario, e purtroppo nel nostro Paese alcuni sedicenti animalisti-ambientalisti sono passati dalle parole alle vie di fatto, trasformando l’opposizione ideologica in atti di vero e proprio ostruzionismo, anche violenti: appostamenti di caccia dati alle fiamme o danneggiati in modo grave; gomme tagliate alle auto dei cacciatori; azioni di disturbo con sirene e campanacci sui terreni di caccia per ostacolare l’attività venatoria”. Il nuovo reato verrebbe punito con l’arresto fino a 6 mesi o, in alternativa, con un’ammenda fino a 1.200 euro se a commetterlo è una singola persona. Se invece l’ostruzionismo è opera di più persone, allora la pena aumenta e si rischia di finire in galera per un anno, pagando, questa volta obbligatoriamente, una multa che può arrivare fino a 2400 euro (fonte: armietiro del 10/7/2012)”.
Il Circolo Amici della Caccia chiede pertanto “in attesa di apprendere le sorti politiche del Paese data l’imminenza delle Elezioni Politiche 2022 di cui si raccomanda vivamente la partecipazione alle urne dei cacciatori a tutela della nostra passione, l’intervento delle Associazioni affinché si possa creare nel mentre un numero telefonico di riferimento ai fini di un pronto intervento per coadiuvare l’operato delle Forze di Polizia in tal senso”.


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