Vincere in trasferta? Fatto. Vincere in casa? Fatto. Vincere senza subire gol? Fatto. Vincere con tanti gol di scarto senza subire gol? Fatto. Vincere dominando? Fatto. Vincere senza dominare, con grande cinismo, sapendo gestire e soffrire? Fatto. Nella voce “obiettivi della Reggina per la stagione 2022-2023″, un’altra casella può essere spuntata. E sono passate solo 5 giornate. Non soltanto la classifica, ma anche i risultati e le prestazioni, stanno ovviamente dimostrando che la Reggina al momento sta bruciando le tappe abbastanza velocemente. E il successo di ieri, per come è maturato, ne è la dimostrazione.
La Reggina, fino a prima di Pisa, non aveva mai sofferto. Neanche a Terni, dove aveva subito poco, perdendo una partita strana e dominando sul piano del palleggio. Ieri, per la prima volta, anche per via di un avversario importante (al netto di quanto dica la graduatoria) e per le difficoltà in cui si trova, la squadra di Inzaghi ha giocato una gara diversa. Mai rinunciataria, ma neanche dominante per tutto l’arco di gara. Non con l’acceleratore a 180 per tutti e 90 minuti, insomma, un po’ come avevamo visto sicuramente al Granillo e per 70 minuti a Ferrara. Non può essere sempre così. Non può essere così perché ogni partita ha la sua storia, perché ogni avversario è diverso, perché la condizione non è sempre la stessa e non è sempre omogenea. E allora, in certe gare, o in certi frangenti di gara, serve anche essere umili: quindi abbassarsi, gestire, saper difendere in maniera organizzata e rischiare il meno possibile. E si può vincere anche così. Anzi, vincere così fa parte di quel processo che porta una squadra ad essere grande, ad aumentare autostima e consapevolezza.
La Reggina, ieri, non ha sofferto sul piano delle occasioni subite, giusto chiarirlo per chi pensa che il Pisa abbia dominato, anche perché Colombi, di parate, ne ha compiute solo due, di cui una in pieno recupero. Dopo il vantaggio nel primo tempo, però, anche per una stanchezza lampante e per un Pisa senza nulla da perdere, nella ripresa la squadra amaranto ha deciso saggiamente di abbassarsi, sfruttando gli strappi dei cambi, da Liotti a Cicerelli passando per Giraudo e Ricci, e la fisicità di Gori. Si è difesa con ordine, rischiando poco ma lasciando l’iniziativa agli avversari, e per poco non ha chiuso il match con il rigore assegnato e poi annullato per off-side. Alla fine, comunque, è vittoria. Una vittoria diversa, forse anche più bella, ma da squadra matura. E’ il processo per arrivare ad essere una grande squadra. E, per il momento, la Reggina è una grande squadra. 5 giornate sono poche per consacrarla, ma se si vince anche così…


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