Il calcio non è una scienza esatta. Frase quanto mai vera, spesso banale e di cui si abusa. Ma la realtà è che, dopo oltre 100 anni, questo sport continua a stupire e a far scoprire aspetti nuovi, nella sua evoluzione, per l’imprevedibilità che possiede. Fermandoci alla Reggina c’è un dato al momento chiaro e inconfutabile: con 11 gol fatti e 2 subiti, ha il miglior attacco e la miglior difesa. Insomma, prima non per caso. Nessuno oltre gli amaranto, dopo cinque giornate, ha segnato più di 9 reti (solo il Bari è a 9, poi tutti dagli 8 in giù) e nessuno ne ha subiti 2 o meno (solo Frosinone e Cagliari 3). Tra l’altro, i gol subiti risalgono alle prime due giornate, mentre nelle ultime tre Colombi non ha raccolto alcun pallone in fondo al sacco. Quindi, in sostanza, fortino attacco e fortino difesa, con due elementi inaspettati (e insoliti, ma non troppo).
Quali? Il primo è relativo ai gol fatti. La Reggina sta segnando a raffica, eppure gioca senza attaccante, senza centravanti, senza goleador, insomma senza bomber di razza. E in squadra non c’è, neanche tra le attuali riserve, alcun bomber di razza Analizzando la squadra titolare, Rivas e Canotto non sono storicamente (lo dicono le statistiche, ma anche il ruolo) due realizzatori, così come Menez, che punta centrale non è e che escluse le 16 reti a Milano con Inzaghi non è mai andato in doppia cifra. Se ci allarghiamo a chi subentra, discorso diverso va fatto per Santander e Gori: il primo, esclusi i tre anni a Copenaghen, non ha segnato tantissimo, a parte le 8 reti del primo anno a Bologna; per il secondo lo stesso, anche se il giocatore è giovane, ha i colpi del bomber e l’anno scorso a Cosenza sarebbe potuto andare in doppia cifra se non si fosse fermato nella seconda parte. Insomma, morale della favola: nessuno tra gli amaranto ha mai segnato tantissimo, eppure la squadra di Inzaghi fa centro spesso e bene, un po’ con tutti. I 9 marcatori diversi, d’altronde, sono la spiegazione logica al discorso di cui sopra.
E a questo tema si lega anche bene l’altro elemento inaspettato e un po’ insolito. La Reggina, infatti, segna tanto anche perché attacca con tanti uomini. Nel corso di queste settimane abbiamo più volte messo in evidenza, anche con frame e spiegazioni dettagliate, la folta presenza dentro l’area delle mezz’ali, delle ali, di almeno uno dei due terzini, con il mediano (Crisetig) a rimorchio al limite (vedi gol 0-1 a Ferrara). Almeno 5-6 calciatori dentro l’area, con la squadra alta e tutta protesa in avanti. Da qui la riflessione: così facendo, la squadra presta il fianco alle ripartenze avversarie, rischia molto e subisce gol. E invece no! Non solo la Reggina ha subito soltanto due reti, ma ha anche in generale subito poche occasioni da reti avversarie. Com’è possibile? Semplice: la squadra rimane compatta e stretta, si alza e si abbassa tutta insieme, sa leggere i momenti della gara in cui affondare e in cui attendere, gestire e soffrire, se necessario. Ma mai rischiando troppo e non allungandosi mai. La cosiddetta fisarmonica, con ali e terzini a stringersi o ad allargarsi a seconda delle situazioni, mantenendo alto il baricentro quando si attacca o in fase di pressione e abbassandolo quando c’è da difendere, con la densità in mezzo prodotta dalle maglie strette. Più è alta la pressione, più si mantiene il possesso, più la palla staziona lontano dalla propria porta e meno si rischia. Mentre, quando ci si vuole abbassare, si stringono le maglie e non passa nulla. Questo, al momento, sta facendo sì che la Reggina segni tanto pur senza bomber e subisca pochissimo pur attaccando con tanti uomini. Sicuramente, per giocare così è fondamentale che – oltre alla concentrazione e alla qualità (per esempio nel saper mantenere il possesso) – le gambe supportino la testa, che ci sia quindi benzina in corpo.
Elementi un po’ inaspettati e insoliti, dicevamo, ma non troppo. E sapete perché non troppo? Perché il calcio moderno ci sta insegnando sempre di più ad apprezzare i 4-3-3 col falso nove che segnano tanto e subiscono poco. Dal maestro Guardiola al Napoli di Sarri. Certo, la Reggina non ha Messi né Higuain, ma Inzaghi ha già prenotato Haaland e Mbappé…


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