Si è svolta venerdì 23 settembre la conversazione organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, sul tema “Pandemie, guerre, emergenze sociali. Rimettiamo al centro la Costituzione italiana”. Siamo dentro una profonda crisi di sistema, tra emergenze sanitarie, ambientali e sociali, una pandemia che non demorde e una folle guerra per procura, un conflitto tra potenze nucleari sulla pelle del popolo ucraino. Una guerra di potere e di egemonia strategica che poteva essere evitata, e che qualcuno vorrebbe prolungare per interessi e logiche imperiali. L’Italia belligerante è in guerra; l’informazione e la stessa democrazia sono di guerra.
La nostra Costituzione antifascista ancora una volta calpestata. Nella vuota competizione elettorale la politica, tutta, rimuove irresponsabilmente la grave situazione sociale, la guerra e i pericoli di un possibile utilizzo di armi nucleari. Il Mezzogiorno è più esposto allo “shock Ucraina” e all’incertezza politica, che peggiorano radicalmente lo scenario economico, con un ampliamento del divario tra Nord e Sud. Sono le tesi sostenute da Svimez nelle anticipazioni del Rapporto 2022. Secondo lo studio, le conseguenze della guerra e i rischi di instabilità politica vanno a sommarsi alle storiche fragilità strutturali.
L’aumento dell’inflazione interessa di più il Sud, con impatti più pesanti sui consumi delle famiglie; inoltre, sui bilanci delle imprese meridionali incidono di più o costi dell’energia e di trasporto. Ed ancora, in presenza di tensioni sui mercati finanziari dovuti alla crisi di governo (impennata spread e conseguenti effetti di credit crunch; ritardi nell’attuazione del Pnrr) la crescita nazionale rallenterebbe ulteriormente rispetto allo scenario base con impatti più ampi nel Mezzogiorno dove maggiori sono i rischi di razionamento del credito per le imprese. La crisi russo-ucraina è uno scontro politico, diplomatico e militare[1] in atto tra Russia e Ucraina iniziato nel febbraio del 2014.In seguito all’Euromaidan e alla successiva rimozione del presidente ucraino Viktor Janukovyč (avvenuta il 22 febbraio 2014), in Crimea iniziarono ad avere luogo alcune proteste filorusse.
All’incremento delle manifestazioni gruppi di soldati russi senza insegne presero il controllo delle principali infrastrutture e dei centri amministrativi della regione. A questi avvenimenti seguì l’invio ufficiale delle forze armate russe in Crimea e il 16 marzo in seguito a un referendum ritenuto irregolare dai paesi occidentali la Russia annesse la penisola alla Federazione. Ad aprile di quello stesso anno nelle maggiori città del Donbass vi furono delle violente proteste filorusse che sfociarono in una guerra tra il governo ucraino e le forze separatiste, nel frattempo costituitesi nelle repubbliche popolari di Doneck e Lugansk e dichiaratesi indipendenti l’11 maggio in seguito a un referendum.
Le ostilità tra le milizie separatiste del Donbass e l’esercito ucraino proseguirono incessantemente, provocando anche l’abbattimento del volo Malaysia Airlines 17. Il 5 settembre 2014 i presidenti di Russia e Ucraina, con la presenza dei rappresentati delle due repubbliche popolari, si incontrano a Minsk e siglarono un protocollo per stabilire il cessate il fuoco, che fu però violato più volte da entrambe le parti. Per provare a fermare nuovamente le ostilità in Donbass il 12 febbraio 2015, grazie alla mediazione di Francia e Germania, Ucraina e Russia siglarono un nuovo protocollo per stabilire la tregua. Anche questo secondo accordo venne violato numerose volte e nel 2018 si verificò un incidente nello stretto di Kerč’ che coinvolse direttamente navi russe e ucraine.
Tra l’ottobre e il novembre del 2021 la Russia diede inizio a una vasta mobilitazione delle sue forze armate sul confine ucraino, dispiegando ulteriori forze in Bielorussia, Transnistria e Crimea oltre alla flotta del Mar Nero. Il 21 febbraio del 2022 la Russia riconobbe le repubbliche popolari del Donbass e tre giorni dopo diede inizio all’invasione dell’Ucraina. All’incontro, organizzato dal sodalizio organizzatore ha partecipato l’onorevole Michelangelo Tripodi. Il gradito ospite del Circolo Culturale “L’Agorà” ha analizzato diversi aspetti relativi alla materia in argomento.
Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da venerdì 23 settembre.


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