Reggio Calabria, un lettore indignato: “chiudere l’ospedale ai familiari dei pazienti è una sconfitta dello stato italiano”

Reggio Calabria, la lettera di un lettore indignato riguardo la decisione di non fare entrare in ospedale i parenti dei degenti

Un lettore di StrettoWeb, David Crucitti, ci ha inviato una lettera relativamente alla decisione di non poter fare entrare i parenti dei degenti in visita al GOM a causa dell’aumento dei casi positivi. Il lettore afferma:

“Gentile redazione, apprendo con profonda tristezza la decisione di impedire le visite da parte dei congiunti ai degenti del GOM di Reggio Calabria per un inaspettato e stranissimo aumento dei casi covid19 tra i super vaccinati (personale ospedaliero compreso) in un periodo dell’anno che, come negli ultimi due anni, sarebbe dovuto quasi sparire. Le previsioni dei soliti scienziati di turno, anche questa volta, si sono rivelate essenzialmente infondate e soprattutto hanno messo in evidenza la grande confusione che regna sovrana tra gli addetti ai lavori. L’attuale situazione mi riporta indietro di due anni quando, in pieno lockdown, non mi è stato permesso di visitare mia madre ricoverata per un lungo periodo per ragioni non inerenti al virus”.

“Non è stata una cosa piacevole, ma due anni fa era tutto abbastanza complicato per poter ribellarsi. Dovevamo progredire grazie al super vaccino ed invece il verbo attuale si chiama regressione. Sono uno dei pochissimi milioni in Italia a non aver accettato l’iniezione di neanche una dose del vaccino miracoloso. Stessa scelta anche i miei tre figli minorenni benché liberi di decidere. Premetto di aver vaccinato i miei figli con tutti i vaccini, persino quelli facoltativi. Chi mi ha dato e mi dà del no vax, alla luce della situazione attuale, dovrebbe farsi almeno un piccolo esame di coscienza. Ricordo uno slogan, credo di un politico messinese nel Natale 2021. “Non invitate parenti e amici non vaccinati”. Ricordo i grandi scienziati che ci additavano pubblicamente come persone dalle quali stare lontani mille miglia. Ricordo perfettamente tutto quello che hanno fatto e detto contro di noi al punto di convincere realmente le persone a stare lontano dai propri parenti e amici macchiati della grave colpa di essere non vaccinati. È stato un calvario surreale”.

“Quella situazione mi faceva ricordare le selezioni nei campi di concentramento nazisti, i sani da una parte, i vecchi e i fragili dall’altra. Perdonate il paragone, ma è successo proprio questo, una selezione, una divisione, e la divisione è diabolica. Ricordo le rinunce forzate, l’umiliazione di dover mangiare un panino all’aperto sotto la neve perché i ristoranti non ci accettavano, ricordo i problemi alla posta, in banca, ovunque eravamo rimandati al mittente, bocciati, marchiati perché non avevamo il marchio impresso sul braccio. Medioevo allo stato puro”.

“A febbraio 2022 il covid arriva a casa mia, un mese e mezzo di domiciliari ma si risolve tutto nella massima tranquillità, addirittura io neanche l’ho preso e quindi, per me, la punizione continua perché non avevo il super green pass. Preistoria. Poi succede l’impensabile, i super vaccinati iniziano ad infettarsi e reinfettarsi, ma soprattutto, ad infettare. Il motivo? Credevano di essere immuni, credevano che tutto era risolto, che l’incubo era finito. Iniziano le morti improvvise tra i giovani, tra gli sportivi, si inizia ad ipotizzare che i non vaccinati non siano poi così tanto pericolosi, anzi, qualcuno afferma che i vaccinati siano più predisposti ad infettare dei non vaccinati. La confusione è generale. Non escludo di potermi infettare, anzi, come non escludo di poter avere conseguenze gravi pur essendo soggetto sano, ma è una scelta che non deve essere condannata. Chiudere l’ospedale ai familiari dei pazienti è una sconfitta dello stato italiano, non ha un senso logico se poi fuori è tutto permesso sempre grazie alle scellerate decisioni del governo. Tutelare i pazienti è la priorità e quindi non posso che apprezzare a malincuore questa scelta obbligata che ha sempre e solo un colpevole, lo stato”.