Si legge sul sito ufficiale dell’Unione Europea in merito al React-EU: “Il programma sostiene progetti di investimento che promuovono le capacità di ripresa dalla crisi e contribuiscono a una ripresa dell’economia verde, digitale e resiliente, compresi il sostegno al mantenimento dell’occupazione, i regimi di riduzione dell’orario lavorativo e il sostegno ai lavoratori autonomi. Può inoltre essere destinato a sostenere misure per la creazione di posti di lavoro e a favore dell’occupazione giovanile, ai sistemi sanitari e al finanziamento del capitale circolante e degli investimenti delle piccole e medie imprese. REACT-EU non è una nuova fonte di finanziamenti, ma un’integrazione delle dotazioni del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo sociale europeo per il periodo 2014-2020. Questi stanziamenti possono essere utilizzati fino alla fine del 2023, come già avvenuto per quelli iniziali”. Fin qui il sito EU”. Inizia così la riflessione di Giuseppe Joe Puntillo di Pro Italia Calabria sul problema, come vedremo di seguito, delle reti idriche a Reggio.
“Veniamo alla nostra città – dice – che, ovviamente, ci interessa più da vicino. Per potere avere accesso a questa integrazione economica, non è sufficiente che ci sia un amministratore di buona volontà (?) che si presti alla bisogna e si interessi in prima persona di tutti i passaggi necessari per ottenerla. In realtà ci vuole un tecnico altamente specializzato, esperto anche di amministrazione e contabilità, in grado di seguire e realizzare i progetti che ci riguardano. Quindi deve essere quanto meno un Ingegnere, con spazi conoscitivi molto allargati, e in grado non solo di progettare, ma anche di presenziare e collaudare gli eventuali lavori oggetto del finanziamento. Dovendosi occupare anche di studio di fattibilità, in particolar modo per le nostre reti idriche e fognarie, il Comune ha bandito una selezione per trovare la risorsa necessaria. A questa, si sono presentati in dieci, ma nessuno è stato ritenuto all’altezza del compito gravoso da assegnare. E intanto il tempo passa”.
“Nessuna giustificazione potrebbe vantare il Comune qualora, all’improvviso, la città venisse colpita da un nubifragio violento e prolungato. Sappiamo tutti quello che succede in città quando un temporale imperversa, regalandoci generosamente grandi quantità di pioggia. Il problema delle reti fognarie è irrisolto da sempre: non basta certo, ogni estate, riempire le caditoie di veleno per debellare gli scarafaggi che imperversano indisturbati in ogni angolo della città. Il lavoro da fare, e proprio in questo periodo, è quello di liberarle dai chili di terra, foglie e quant’altro raccoltosi negli anni, per dare libero sfogo all’acqua e raggiungere gli scarichi fognari senza creare più danni e disagi alla popolazione.
“E per farlo, non serve un tecnico specializzato, ma una squadra di operai che si occupi con lena del bisogno comune. Ovviamente pagati dal Comune. Ma fosse solo questo il problema della città, potremmo ritenerci dei cittadini privilegiati. Proprio in virtù della ricerca di questo fantomatico tecnico specializzato, vengono evidenziati due dei provvedimenti che più ci interessano da vicino e che, se realizzati ad opera d’arte, consentirebbero alla comunità un tenore di vita migliore dal punto di vista ambientale: le fognature e la rete idrica. Il discorso delle caditoie appena fatto, risulta marginale se confrontato con il sistema fognario cittadino. In molti rioni il quotidiano è ammorbato da odori insopportabili che costringono a tenere le imposte chiuse nelle abitazioni per evitare di rendere impossibile il vivere civile. Ma con il caldo di questi ultimi giorni – e che già sappiamo tornerà a colpirci – chi ha l’aria condizionata in casa, in qualche modo si salva. Chi ha il ventilatore un po’ meno. Chi non ha né l’uno, né l’altro, è in continua sofferenza”.
“Ciliegina sulla torta, la mancanza di adeguata depurazione delle acque reflue. Un problema non solo di Reggio Calabria, ma di tante nostre cittadine costiere. Il risultato è l’inquinamento costante del nostro mare, con tutti i danni biologici conseguenti e il divieto di balneazione che molti Sindaci, spudoratamente, espongono sulle nostre meravigliose spiagge. Se affrontiamo poi il problema delle reti idriche, ribadiamo un concetto già espresso alcune settimane fa, contestando la dichiarazione del facente funzioni, che sosteneva sorridente che la nostra città, grazie alla diga sul Menta, non avrebbe mai avuto problemi di mancanza d’acqua. La diga sul Menta l’acqua la contiene e in abbondanza, verissimo. Ma sono le reti di trasporto idrico che, per fare una battutaccia sull’argomento, fanno acqua da tutte le parti”.
“La portata della diga è risultata talmente potente, da far saltare immediatamente le tubature una volta immessa l’acqua in rete. Si è provveduto, si è tamponato, si è arrangiato alla meglio, ma l’acqua rimane dov’è e chi non ha la fortuna di avere un’autoclave, l’acqua in casa spesso se la scorda. Ovvio che l’intera rete idrica cittadina andrebbe totalmente rinnovata. E qui si che ci vuole il super tecnico, sia dal punto di vista progettuale, sia dal punto di vista amministrativo. Come è ovvio che ci vogliono diversi milioni di euro. Considerato infine che in otto anni e passa di gestione della cosa pubblica, i nostri amministratori non è che abbiano mai brillato quali solutori di problemi ma, anzi, al contrario, ne hanno creati di nuovi, non siamo proprio certi che questi signori riusciranno ad accedere alla prevista integrazione economica e che, in tale felice eventualità, adoperino al meglio gli importi per il bene comune”.


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