“In un articolo apparso sulla Gazzetta del Sud il 17 maggio 2022, l’assessore ai lavori pubblici Rocco Albanese interveniva sulla polemica accesasi in merito ai lavori della piazza Vittorio Emanuele di Pellaro; polemica di cui abbiamo scritto anche noi di Ancora Italia in concomitanza all’apparizione della scritta “muro del pianto” sul muro eretto all’interno di tale piazza. L’assessore pontificava sulla bravura e sulla precisione nell’esecuzione dei lavori e intendeva portare chiarezza sull’iter del progetto (che risale a 3 anni fa…); metteva quindi di mezzo – per darsi un tono più autorevole – le indicazioni della Soprintendenza che avrebbe dato la direttrice da seguire per la realizzazione della piazza, con gli elementi da rimuovere e quelli da riposizionare, nonché i materiali da utilizzare (la pietra reggina)”. E’ quanto scrive in una nota Annalisa Barreca, presidente Sezione Ancora Italia di Pellaro.
“Si era anche focalizzato sull’esecuzione e l’avanzamento dei lavori che diceva essere arrivati al 60% e che la piazza sarebbe stata riconsegnata ai cittadini entro il 30 giugno. Certo, che sciocchi che siamo! Non ha però specificato di quale anno! Perché noi ci siamo stati ieri davanti la piazza, noi ed altri cittadini pellaresi, fermi ad aspettare lorsignori con nastro e forbici per avviare l’inaugurazione; ciò che abbiamo trovato invece, è stato soltanto un cantiere ancora aperto. E’ stato allora che ci sono venute in mente ed in soccorso, ad alleviare un enorme sentimento di delusione e rammarico, le parole di Leonardo Sciascia; ché lui sì ci aveva avvertito quando scriveva che per quanto ci si “riempa la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento”, “ l’umanità la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliain**** e i quaquaraquà”, conclude Barreca.


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