Reggio Calabria, imprenditore reggino accusato di evasione fiscale milionaria viene assolto da tutte le accuse | DETTAGLI

Evasione fiscale milionaria: imprenditore assolto da tutte le accuse

Secondo le indagini della Guardia di Finanza, l’imprenditore reggino M.G., legale rappresentante di una società esercente attività di produzione di energia elettrica e cogenerazione, avrebbe evaso l’Erario omettendo di dichiarare un volume d’affari di circa 3 milioni di euro e, conseguentemente, omettendo di versare le relative imposte IVA ed IRES.

L’attività investigativa, realizzata in collaborazione con la polizia giudiziaria austriaca e tedesca, aveva riscontrato la presenza nella banca dati delle operazioni intracomunitarie di plurime operazioni di compravendita di tonnellate di olio lubrificante, che apparentemente venivano dalla società di M.G. dapprima acquistate da fornitori tedeschi ed austriaci e poi rivendute in Italia con il relativo ricarico, senza tuttavia che di tutto ciò vi fosse traccia nelle scritture contabili, il che avrebbe consentito una rilevante evasione delle imposte.

Tuttavia, nonostante le superiori evidenze indiziarie, l’imprenditore – difeso dall’Avv. Alfredo Foti del Foro di Roma, specialista in reati tributari e membro del Centro Nazionale di Diritto Penale Tributario – è stato assolto.

In particolare, in esito ad un complesso dibattimento, il penalista ha rilevato come l’intera accusa fosse strutturata sulla scorta delle mere presunzioni legali tributarie, sicuramente aventi pieno valore in sede tributaria, ma invece richiedenti – secondo gli insegnamenti della Cassazione – dei riscontri esterni ai fini probatori penali che, nel caso di specie, difettavano totalmente: in altri termini, mancava la prova della reale effettuazione di operazioni commerciali assoggettabili ad imposizione fiscale e, pertanto, mancava la prova dell’evasione fiscale.

Condividendo le argomentazioni difensive, il Tribunale di Bergamo – territorialmente competente in funzione della sede legale della società all’epoca dei fatti – ha assolto M.G., il quale ha così anche potuto scongiurare una, altrimenti inevitabile, confisca per equivalente sui propri beni.