Reggio Calabria, il Circolo “Gli amici della caccia” solidale nei confronti dei cacciatori siciliani

Il Circolo Gli Amici della Caccia esprime solidarietà e vicinanza ai cacciatori che con ordinanza n.00467/2022 TAR Sicilia Sezione Terza, sul ricorso 1077 del 2022 hanno subito la sospensione di 5 giornate di pre apertura

Il Circolo “Gli Amici della Caccia” esprime “solidarietà e vicinanza ai cacciatori che con ordinanza n.00467/2022 TAR Sicilia Sezione Terza, sul ricorso 1077 del 2022 hanno subito la sospensione di 5 giornate di pre apertura nonché la mancata apertura a Tortora selvatica e coniglio selvatico, il mandato prelievo dell’alzavola nell’ATC TP2 e l’impossibilità di allenare i cani nelle tre settimane antecedenti la pre apertura. L’udienza di merito per la definizione del ricorso è fissata al 23 Novembre 2022, con riserva del Collegio di giudicare le restarti parti del calendario venatorio. Tale provvedimento, molto criticato da numerose associazioni territoriali siciliane, è l’ennesimo affronto che il mondo venatorio siciliano subisce; ricordiamo che l’anno scorso il calendario venatorio siciliano è stato sospeso la prima volta dal TAR Catania il 31 Agosto, ossia un giorno prima del Primo giorno di caccia in Sicilia, per poi subire due sospensioni ulteriori dal TAR Sicilia. “Dopo lo stop alla pre-apertura della caccia del 31 agosto e del 7 settembre, il Tar sospende per la terza volta il calendario venatorio 2021-22, emanato dall’assessore regionale all’Agricoltura Toni Scilla. Il TAR di Palermo ha accolto la sospensiva richiesta da Wwf, Lav, Legambiente Sicilia, Lipu, Lndc Animal Protection ed Enpa che, difesi dagli avvocati Antonella Bonanno e Nicola Giudice, avevano impugnato i decreti assessoriali che stabilivano periodi e specie cacciabili. Secondo il Tar, la Regione non ha tenuto conto dell’emergenza ambientale determinata dagli incendi estivi […] (fonte: TGR Sicilia)”.

Il Circolo invita “gli amici cacciatori siciliani a compattarsi mediante il confronto, trovando una soluzione condivisa da portare alla Regione affinché l’Ente possa emanare provvedimenti a tutela di chi, nonostante tutto, vuole continuare ad esercitare il nobile hobby di Diana. Una possibile soluzione sarebbe quella, ad esempio, di avviare censimenti per quanto riguarda il coniglio selvatico e la Tortora selvatica, alla luce di quanto espresso da ISPRA e in ottemperanza al Piano di Gestione sulla Tortora. Solo così i cacciatori possono risolvere le problematiche riscontrate dalla magistratura amministrativa, dimostrando di poter fornire dati scientifici validi e prevenendo ricorsi che da anni stanno compromettendo il regolare svolgimento della caccia in Sicilia”.