“12 febbraio 1971: la risposta arrogante del Presidente del Consiglio Colombo alla domanda di giustizia di Reggio” è il titolo della terza conversazione del ciclo di incontri che si svolgeranno per tutto il mese di luglio a riguardo i moti di Reggio del 1970. I moti di Reggio Calabria sono stati oggetto di duro confronto nelle aule istituzionali, comprese quelle di Palazzo Montecitorio, come si evince nella parte conclusiva dell’intervento da parte del Premier del periodo. In quella occasione, era il 12 febbraio del 1971, Emilio Colombo rivolgendosi ai reggini, si augura che questa popolazione possa […]
imboccare la via della pacificazione, ma che ove avesse voluto malauguratamente perversare in questo atteggiamento di rivolta, in questo caso la forza sarebbe una decisione dolorosa e amara […]. Il Presidente del Consiglio Emilio Colombo, parlando alla televisione, annuncia le decisioni prese per la Calabria: Catanzaro sarà capoluogo e sede della Giunta, Reggio sarà sede del Consiglio regionale. La creazione del “quinto centro siderurgico dell’Iri, che assicurerà un’occupazione prevista di settemilacinquecento lavoratori“, aggiunge Colombo.
Con il termine “Pacchetto Colombo” si intendono una serie di provvedimenti di carattere programmatico-industriale varati dal Governo Colombo agli inizi degli anni ’70. Tali provvedimenti si orientarono prevalentemente alla creazione e all’ampliamento di vari siti industriali sia in Calabria che in Sicilia. Nonostante l’ingente impegno economico, le ricadute sia industriali che occupazionali del “pacchetto” furono al di sotto delle aspettative: uno dei casi più emblematici fu l’impianto Liquichimica Biosintesi di Saline Joniche, in provincia di Reggio Calabria, il quale fu chiuso a pochi mesi dalla sua inaugurazione a causa della pericolosità dei mangimi prodotti.
I Moti di Reggio hanno creato un solco profondo nel territorio regionale ed il famoso “pacchetto” Colombo, di cui il pezzo più consistente era il Centro siderurgico di Gioia Tauro che, da solo, avrebbe dovuto dare occupazione a 7.500 operai, si è disciolse come neve al sole. Ma chi era costui? Nacque a Potenza l’11 aprile 1920, da Angelo, un impiegato della Camera di Commercio della città, originario di Reggio Calabria, e da Rosa Silvia Elvira (Rosina) Tordela. Quarto di sette figli, si formò negli ambienti cattolici del capoluogo lucano, fondando, a quindici anni, la prima associazione studentesca di Azione cattolica. È stato un politico italiano, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 6 agosto 1970 al 18 febbraio 1972. Esponente di spicco della Democrazia Cristiana, è stato più volte ministro della Repubblica (in particolare Ministro degli affari esteri, Ministro delle finanze, Ministro del tesoro e Ministro del bilancio).
Deputato alla Camera dal 1946 al 1992, europarlamentare dov’è stato Presidente del Parlamento Europeo e ha presieduto la Commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo. Nel 1970, in seguito alla crisi del governo Rumor, il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, dopo un primo fallimentare tentativo compiuto con Andreotti, affidò a Colombo l’incarico di formare il nuovo governo. Si trattò di un esecutivo di centro-sinistra, sostenuto da DC, PSI, Partito socialista democratico italiano (PSDI), Partito repubblicano italiano (PRI). Una delle prime e più spinose questioni che Colombo dovette affrontare nell’autunno-inverno del 1970 fu quella della rivolta di Reggio Calabria, la cui gestione avrebbe richiesto finanche l’impiego di contingenti militari; si era nel vivo dei processi istitutivi delle Regioni, segnati in Calabria da azioni intimidatorie e scontri innescati dalla decisione di individuare in Catanzaro la città capoluogo. Dopo dieci mesi di scontri, durante i quali si registrarono vittime e attentati dinamitardi alle linee ferroviarie, la questione fu affrontata, sul piano politico, col varo del cosiddetto ‘pacchetto’ o ‘piano Colombo’, in virtù del quale fu deciso che Catanzaro sarebbe stata città capoluogo e sede della Giunta regionale, Reggio Calabria sede del Consiglio regionale e Cosenza, più marginale rispetto alle contese, avrebbe avuto l’Università.
Da queste cifre la conversazione “12 febbraio 1971: la risposta arrogante del Presidente del Consiglio Colombo alla domanda di giustizia di Reggio”, alla quale parteciperà l’onorevole Fortunato Aloi. Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da venerdì 15 luglio.



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