A Melia è stata consegnata una cartolina datata 1941. Si trattava della notifica di prigionia del fu Rocco Bova, classe 1912, allora soldato del Regio Esercito catturato degli Alleati in Libia. Una volta schedato dalle truppe inglesi, nel pieno rispetto e nella piena applicazione della Convenzione di Ginevra, il soldato Bova ebbe la possibilità grazie alla Croce Rossa Internazionale di comunicare in poche righe alla famiglia di essere vivo e prigioniero.
“Miei cari io sto bene in salute insieme Bombara. Comunicate subito alla famiglia. Saluti e baci a voi tutte, vostro figlio Rocco”. Questo era il messaggio, che però non giunse mai a destinazione, causando all’epoca una comprensibile apprensione ed angoscia da parte dei parenti di questo soldato, dato per disperso senza sapere se fosse vivo o morto fino al suo rimpatrio. Oggi Rocco Bova non è più tra noi, ma dopo ottant’anni domenica scorsa questa cartolina è finalmente giunta a destinazione, consegnata simbolicamente al figlio Mimmo dallo scrittore Fabrizio Chiaraomente, giunto appositamente da Treviso, il tutto a conclusione di una liturgia a suffragio della pace presso la Parrocchia di San Gaetano da Thiene.
“Tutto ciò è stato possibile grazie ad un tamtam sui social e la sensibilità dell’ingegnere Fabrizio Chiaramonte, proprietario della cartolina ora donata alla famiglia Bova – spiega lo studioso Francesco Ventura – Tutto è iniziato quando lo scillese Mimmo Arbitrio mi ha segnalato un post in un gruppo facebook, su dritta del suo amico Paolo Fallara, riguardante la notifica indirizzata a Scilla per Melia. Presa visione del post, mi sono messo in contatto con Chiaramonte per valutare una possibile iniziativa in loco e parallelamente con padre Pasquale e “La Voce dei Giovani”, così da identificare questo soldato. Sono felice dell’avvenuta consegna, un altro pezzetto di storia meliota oggi è tornato a casa”.
Un momento toccante condiviso dall’intera comunità, la quale si è rallegrata attorno ad un commosso Mimmo Bova, uomo noto in paese per il suo altruismo. Nel silenzio che accomuna gli animi generosi, da anni Mimmo si occupa volontariamente di tenere pulita la piazza e l’area giochi intorno la parrocchia e la conica. Questo però è solo uno dei tanti esempi del suo impegno. Per chi crede che le coincidenze non esistano, si può pienamente affermare che in questo fortuito ritrovamento ci sia l’intervento della provvidenza, la quale ha voluto così premiare chi si spende per il prossimo. La consegna è stata presieduta anche da Maria Mallamace, direttrice dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria, la quale ha voluto esprimere con la sua presenza un incoraggiamento alle tante iniziative socioculturali di cui Melia è periodicamente promotrice e protagonista.


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