La Calabria dopo il Terremoto del 1783: a Gerace storia e scienza svelano nuovi segreti sul “Grande Flagello” | INTERVISTE

Con l’appuntamento di Gerace si apre la prima di tre giornate di carattere storico-scientifico aventi come tema il Terremoto del 1783: nuove scoperte su una delle più tristi catastrofi che ha segnato la storia della Calabria

  • Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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La suggestiva Sala dell’Arazzo della Cittadella Vescovile di Gerace ha ospitato quest’oggi il primo di tre incontri del convegno “La Calabria dopo il Terremoto del 1783. Dall’emergenza alla ricostruzione”. Al centro del dibattito, che continuerà nei prossimi due giorni a Vibo Valentia e Taurianova, nuove scoperte scientifiche relative alla catastrofe naturale interessò la Calabria nelle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Catanzaro e Crotone in Calabria, riducendo anche Messina a “una città di baracche”, come la definì Johann Wolfgang von Goethe.

Circa 30.000 le vittime accertate, molte delle quali anche di sangue nobile, come il principe di Scilla Fulcone Antonio Ruffo, ucciso dal maremoto provocano da una frana del monte di contrada Pacì. Il sisma della Calabria Meridionale è stato un evento in grado di segnare non solo la storia della Calabria, ma che produsse effetti anche oltre i confini nazionali. Dopo il “Grande Flagello” venne istituita la Cassa Sacra (organo governativo che abolì monasteri e luoghi di culto finanziando la ricostruzione attraverso i loro beni) e varato il primo regolamento antisismico d’Europa. Per non parlare delle ricadute economiche e sociali avute sulla Calabria dell’epoca.

StrettoWeb ha preso parte al convegno odierno, avendo il piacere di intervistare il dottor Vincenzo Cataldo che ha esposto nel dettaglio le novità riguardanti le ultime scoperte scientifiche effettuate in merito al terremoto del 5 febbraio 1783. “Abbiamo deciso di programmare una 3 giorni che coinvolge le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia con un focus su questo evento drammatico che ha colpito la Calabria nel 1783. – ha spiegato Cataldo – Abbiamo trovato inediti documenti d’archivio che ci hanno consentito di fare un viaggio a ritroso fino al 1783 e rivivere quei momenti drammatici. In particolare abbiamo indagato sulle ricostruzioni delle chiese, dei palazzi, dei provvedimenti intrapresi dal Regno di Napoli per alleviare le sofferenze della popolazione”.

Nel dettaglio delle nuove scoperte, sottolinea Cataldo:abbiamo dato la possibilità a questi studiosi calabresi di approcciarsi a questa tematica da più punti di vista, per poter dare un resoconto completo di ciò che ha reso non più fruibile il museo e diverse chiese (fra i quali il santuario di Polsi) e palazzi nel territorio. Gli spunti proposti in queste 3 giornate saranno raccolti in alcuni atti che verranno poi pubblicati. Il convegno può essere utile solo se ci saranno gli atti per la diffusione della cultura“.

Ai nostri microfoni è intervenuta anche la dottoressa Maria Mallemace, direttrice dell’archivio di Stato di Reggio Calabria, che ha affrontato l’argomento dal punto di vista storico. “Lo scorso 10 giugno l’Archivio di Stato ha avviato la prima tappa di un percorso che parte dal terremoto del 1783 che per la città di Reggio Calabria fu un evento distruttivo, ma venne vissuto anche come un evento di rinascita. – ha dichiarato la dottoressa MallemaceProprio grazie ai documenti che abbiamo rintracciato presso l’Archivio siamo riusciti a creare una sovrapposizione fra l’esistente e ciò che voleva l’ingegnere Mori, incaricato della ricostruzione. Il piano Mori ha agito sul piano urbanistico: è stato previsto lo sfondamento delle mura che proteggevano la città dagli attacchi via mare. Venne anche realizzato l’attuale Corso Garibaldi, l’idea di uno spazio per la socialità reggina datata 1790“.

Una rinascita possibile anche grazie alla cultura. Oggi “Gerace non può che essere il centro di questa rinascita, è forse il borgo più famoso della Calabria, da qui e da iniziative come quella di oggi si dive ripartire“, spiega la dottoressa Mallemace che poi fa riferimento all’Anniversario dei 50 anni dal ritrovamento di Bronzi di Riace, l’evento culturale principe del 2022 in Calabria. “Quando si parla di Reggio Calabria e della Calabria in generale, si fa subito riferimento ai Bronzi. Questo anniversario è importantissimo, è importante valorizzare le iniziative ad esso collegate. Vi invito ad andare al Museo di Reggio Calabria perchè il direttore Malacrino sta facendo un lavoro eccezionale per la valorizzazione dei Bronzi di Riace“, ha concluso la dottoressa Mallemace.

Vincenzo Cataldo: “nuove scoperte sul terremoto del 1783 in Calabria. Chiese, palazzi e i provvedimenti del Regno di Napoli”

Maria Mallemace: “il terremoto del 1783 evento di struttivo, ma anche di rinascita per Reggio Calabria”